Andreas Gursky: Grandi Fotografi

La storia e lo stile fotografico del grande fotografo contemporaneo Andreas Gursky

La storia di Andreas Gursky

Andreas Gursky nasce a Lipsia, nella Germania dell’Est, il 15 gennaio 1955. Si trasferisce con la famiglia nella città di Essen della Germania occidentale. Sia suo nonno che suo padre erano fotografi commerciali di successo e sebbene all’inizio “ha negato qualsiasi cosa a che fare con la fotografia”, ha cambiato idea al liceo dove si è dilettato in alcune riprese pubblicitarie prima di passare a una direzione più artistica.

La biografia

Nel 1978 Gursky studia fotogiornalismo alla Folkwang University of the Arts di Essen, mentre lavora come tassista. Si laurea nel 1980, e grazie all’incoraggiamento dell’amico e futuro fotografo di stelle Thomas Struth si unisce a lui alla Kunstakademie di Düsseldorf nel 1981, dove ha iniziato a studiare con i fotografi fondamentali Bernd e Hilla Becher. I Becher furono i fondatori di quella che sarebbe diventata famosa come la Scuola di Düsseldorf e tra i studenti più importanti troviamo Candida Höfer, Axel Hütte, Thomas Ruff, Thomas Struth e Gursky.

Sebbene ciascuno si espandesse nell’usare il colore nel proprio lavoro, insieme hanno formato un gruppo di importanti fotografi contemporanei.

Gursky inizia a realizzare le sue stampe a colori nel 1988, nel momento in cui la fotografia iniziava a essere presa sul serio.

Il suo stile distintivo richiamava il confronto con l’astrazione producendo opere simili a dipinti. 

Dalla fine degli anni ’80 Gursky si è “interessa alla specie umana“, esplorando i meccanismi interni della società contemporanea, in particolare il globalismo e il consumismo. 

Ha sviluppato una prospettiva aerea unica, arrivando a richiedere addirittura gru ed elicotteri per catturare un punto di osservazione elevato e diverso dal comune. 

Alla fine degli anni ’90 il critico Jerry Saltz diede a Gursky e agli ex compagni di classe Thomas Ruff e Thomas Struth il soprannome di “Struffsky“, per sottolineare il fatto che i tre fotografi tedeschi erano intercambiabili perché facevano parte della “Scuola di Düsseldorf”,

Gursky si concentra maggiormente sul globalismo, Struth crea ritratti, paesaggi e interni con i quali ha un rapporto astratto o personale e Ruff si concentra su diversi modi di utilizzare il mezzo fotografico stesso attraverso i ritratti e le immagini 3D.

L’eredità di Andreas Gursky

Nelle parole dell’ex curatore del MoMA Peter Galassi, il lavoro di Gursky ha “il servizio di uno stile raffinato e distintivo che ha reso il suo lavoro uno dei contributi più distintivi e stimolanti all’arte contemporanea”. 

Gursky ha contribuito a plasmare nuove idee di “oggettività” fotografica, perché sebbene il suo stile avesse radici nella documentazione diretta, è stato innegabilmente portato nell’arena all’avanguardia attraverso le possibilità tecniche avanzate che derivavano dall’arte digitale.

Ha contribuito ad elevare il valore della fotografia contemporanea nel mondo dell’arte.

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