Aprire la partita IVA come fotografo

Un fotografo deve aprire la partita Iva? Ma quale? Questo articolo farà chiarezza su come un fotografo professionista si deve comportare fiscalmente per essere in regola.

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Quale regime di partita iva scegliere come fotografo professionista
Quale regime di partita iva scegliere come fotografo professionista

Se hai iniziato a lavorare come fotografo, maturando i primi guadagni, l’idea di metterti in regola e diventare un libero professionista ti ha sicuramente sfiorato la mente più di una volta. Ma come orientarsi per aprire la partita IVA a fronte di tutto ciò che hai sentito dire in giro sul mondo dei freelance?

Lasciatelo dire, diventare fotografo libero professionista è meno complicato di quel che potrebbe sembrare… e con questo post intendiamo provartelo!

Lavorare come fotografo senza partita IVA

Per iniziare è giusto sappia che puoi lavorare come fotografo senza partita IVA, ma a patto che il tuo reddito annuo non superi i 5000 euro.

Questa possibilità si rivela piuttosto comoda se stai iniziando, perché permette di capire se scattando fotografie riuscirai a guadagnarti da vivere seriamente. O se questa della fotografia rimarrà solo una passione passeggera con la quale ripagarti qualche uscita a cena.

Aprire partita iva come fotografo a regime forfettario

In assenza di partita IVA, il documento da consegnare al cliente in caso di prestazione ha il nome di nota racconto. Ciò che è importante sottolineare della nota d’acconto è che questa deve comprendere il calcolo della ritenuta d’acconto del 20% e che il cliente, solo nel caso in cui sia un’azienda, deve versare allo Stato.

Se invece stai realizzando un servizio fotografico per un cliente privato puoi anche non inserire la ritenuta e trattenere il 20%. Maggiori informazioni sul come compilare una nota d’acconto sono facilmente reperibili su Google.

Se invece hai superato i 5000 euro di reddito, e sei davvero deciso a voler diventare un freelance, non ti rimane che aprire la partita IVA come fotografo. Ma bada bene al tipo di regime cui aderirai, poiché in base alla scelta cambieranno le regole, le adempienze e le opportunità.

Aprire la partita IVA come fotografo con regime forfettario agevolato

Grazie alla partita IVA con regime forfettario agevolato ogni fotografo “novello” può contare su una riduzione delle tasse al 5%, ma solo a patto vengano rispettati determinati pre-requisiti, come quello dell’età. Un forfait così importante da renderla un’opzione più che appetibile anche per chi non vorrebbe aprire una partita IVA.

Con il regime agevolato puoi dimenticarti di vederti sottratto il 20% di ritenuta d’acconto ad ogni fattura e contare su un unico versamento IRPEF del 5% all’anno. Vantaggio non indifferente!

Attrezzatura obiettivo fotografo

Ma non tutto è oro quel che luccica! Questo regime fiscale infatti non permette di dedurre dal proprio reddito alcun acquisto in attrezzature fotografiche, quali camere, obbiettivi o computer portatili. Nulla di nulla!

Come comprenderai dunque, potrebbe essere conveniente solo in parte fare i fotografi con un regime fiscale agevolato. In questo caso l’unica cosa da fare è mettersi davanti carta e calcolatrice per capire se nel tuo caso può avere un senso.

Se per esempio stai aprendo uno studio fotografico e ti ritrovi a far fronte ad affitto, acquisto attrezzature, varie ed eventuali, potrebbe non essere del tutto conveniente. Se invece hai già una macchina fotografica, stampante professionale o un computer, perché acquistati precedentemente, e a conti fatti non hai alcuna spesa mensile, la partita IVA con regime agevolato suonerà come una dolce melodia.

Oltre al 5% agevolato di IRPEF, dovrai iniziare a maturare contributi INPS. Per farlo dovrai decidere se iscriverti come fotografo all’albo artigiani oppure alla gestione separata INPS. Qualunque sia la tua scelta, la percentuale INPS che dovrai versare annualmente varierà sulla base di quanto riuscirai a guadagnare.

Anche in questo caso sono molte le variabili in gioco. Per questo ti consigliamo di fare un salto al CAF o da un commercialista per approfondire la questione. Soprattutto all’inizio è facile incorrere in errori, anche banalmente nella composizione della fattura, motivo per cui ti suggeriamo di affidarti sempre alle parole di un professionista della fiscalità che segua al meglio il tuo caso specifico.

Non fidarti di chi ti consiglia di informarti solo su Internet o di aprire la partita IVA da solo presso l’Agenzia delle Entrate. Sbagliare, oggi come oggi, considerando la velocità con cui cambiano le norme, è facile e può costarti una sanzione amministrativa.

Regime forfettario agevolato in punti:

  • Valida per massimo 5 anni
  • Destinata a chi ha meno di 35 anni
  • Paghi solo il 5% di IRPEF
  • Paghi circa il 25% di INPS con gestione separata o albo artigiani
  • Non puoi scaricare fatture, ma le tasse da pagare vengono calcolate sul 78% del fatturato (indice di redditività)
  • Con un po’ di pazienza puoi evitare il commercialista e rivolgerti al CAF (che costa meno di un commercialista) per il pagamento delle tasse
  • Limite di guadagni annuali fissato a 30 mila euro lordi
  • Imposta di bollo da 2 euro circa da apporre su ogni fattura
  • Nessuna ritenuta d’acconto in fattura
  • Fatturazione elettronica facoltativa

Lavorare come fotografo con il regime dei minimi forfettario e Flat Tax

Se sei al primo anno di attività e ti ritrovi a dover spendere un bel po’ di soldi per avviare la tua ditta individuale, il regime dei minimi con forfait e Flat Tax al 15% rappresenta un’ottima alternativa. Anche in questo caso la normativa cambia di anno in anno, quindi il miglior consiglio da dare è quello di rivolgerti ad un professionista della fiscalità.

Fotografo food con regime minimi flat tax

Rispetto al regime agevolato, il fotografo con partita IVA e flat tax può portare in detrazione tutti gli acquisti effettuati nel corso della propria attività, ma il monte di tasse da pagare è da calcolare sul 100% del fatturato. Con questo tipo di configurazione è certamente indispensabile farsi seguire da un commercialista.

Regime dei minimi forfettario con flat tax in punti:

  • Paghi il 15% di IRPEF
  • Paghi circa il 25% di INPS con gestione separata o albo artigiani
  • Puoi scaricare le fatture relative alle spese per l’attività professionale, come l’affitto per l’abitazione al 50% se per esempio ritocchi le immagini in casa
  • Ritenuta d’acconto del 20% su ogni fattura
  • Hai bisogno del commercialista (circa 600 euro all’anno)
  • Limite di guadagni fissato a 65 mila euro lordi
  • Imposta di bollo da 2 euro circa da apporre su ogni fattura
  • Fatturazione elettronica facoltativa

Fotografo professionista con partita IVA ordinaria

Il fotografo con partita IVA ordinaria è un professionista consolidato, oggi giorno soggetto a fatturazione elettronica obbligatoria e gestione dellIVA. Aderire a questo tipo di regime conviene quando il numero di introiti è tale da giustificarne l’impegno, che comunque è più importante rispetto agli altri precedenti tipi di configurazioni, dati gli obblighi contabili.

Sala posa di uno studio fotografico

Uno dei grandi vantaggi del diventare fotografo con partita IVA ordinaria sta proprio nel fatto di poter detrarre l’IVA dagli acquisti di attrezzature, che nel caso di reflex digitali, monitor professionali o computer portatili può essere anche importante.

Utile da considerare ad esempio nel caso tu sia un professionista che preferisce il noleggio o il leasing rispetto all’acquisto una tantum. In questo caso infatti, la detrazione dell’IVA avverrebbe trimestralmente e permetterebbe da subito di risparmiare sul costo dei vari canoni.

Fotografo con partita IVA ordinaria in punti:

  • Paghi dal 23 al 43% di IRPEF, in base al reddito
  • Paghi INPS con gestione separata o albo artigiani (circa il 25%)
  • Puoi scaricare tutte le fatture relative alla spesa per l’attività professionale
  • Puoi scaricare l’IVA su tutte le fatture d’acquisto relative all’attività professionale
  • Ritenuta d’acconto del 20% su ogni fattura
  • Hai bisogno del commercialista (circa 800 euro all’anno)
  • Nessun limite di guadagno
  • Imposta di bollo assolta
  • Fatturazione elettronica obbligatoria

Quale regime fiscale scegliere per operare come fotografo

Per concludere c’è da dire che il regime fiscale migliore da scegliere per operare come fotografo non è ascrivibile ad un unico tipo di partita IVA, semplicemente perché, come ribadito sopra, non esiste un caso unico. Ci sono molteplici casi, tante variabili, e diverse risposte.

Quello che possiamo dirti è che c’è un tempo per tutto, e se davvero stai iniziando a muovere i primi passi nel mondo della fotografia professionale probabilmente è meglio iniziare dal basso. Non ha senso aprire una partita IVA ordinaria se il tuo volume d’affari è molto basso, o se non ti ritrovi a dover acquistare un grande quantitativo di attrezzature. Forse ci arriverai, ma in futuro. Non adesso!

Inoltre alcune scelte hanno a che fare molto con il tipo di ragionamenti imprenditoriali che si desiderano fare per la propria attività. C’è chi preferisce acquistare l’attrezzatura pagandola tutta e subito, non pensandoci più, ma portando in ammortamento i beni in 5 anni. E c’è chi preferisce fare dei leasing con pagamento mensile per poter detrarre il costo dell’IVA mese per mese, e poi rivendere il tutto non appena terminato il periodo del noleggio. De gustibus!

A te, futuro fotografo, non ci rimane che consigliare di prendere carta, penna, calcolatrice, e iniziare a pianificare al meglio i primi passi da imprenditore.

Per saperne di più:

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