Camera Oscura: Ecco come funziona

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Come funziona la camera oscura
Come funziona la camera oscura

Chi inventò la camera oscura? Descritta da Aristotele nel IV secolo a.C., la camera oscura è stata studiata dall’arabo Alhazen nel XI secolo sulle pratiche e visioni del monaco Vitellione nell’opera Opticae Thesaurus Alhazeni, è la base della fotografia moderna.

Chiamata anche camera ottica o fotocamera stenopeica, non è nient’altro che una scatola oscurata con un foto stenopeico nella parte frontale con un piano di proiezione sul retro dell’immagine. Stiamo parlando del mezzo che ha anticipato le macchine fotografiche moderne, ed è proprio per questo motivo che tutt’ora le fotocamere vengono chiamate “camere“.

Come è fatta una camera oscura

Ecco come funziona la camera oscura
Ecco come funziona la camera oscura

La sua composizione in realtà è molto semplice, basta avere una scatola chiusa e applicare un piccolo foro stenopeico su un lato dove poter far entrare la luce. La luce che entra proietterà sul lato opposto (all’interno della scatola) l’immagine capovolta e rovesciata. Più il foro sarà piccolo, più l’immagine risultante sarà nitida e definita. Ma qual è il bello di questo oggetto? È il fatto che tutti gli oggetti risulteranno a fuoco a prescindere dalla distanza delle pareti dal foto.

In poche parole, il foto stenopeico non è nient’altro che il moderno obiettivo senza una lunghezza focale precisa.

Certo non può essere utilizzato per fotografare poiché il foro lascia passare pochissima luce e per questo motivo in mancanza di un buona illuminazione gli oggetti non vengono ripresi in maniera ottimale e sopratutto non si possono fotografare oggetti in movimento.

In pratica nelle fotocamere moderne il foro è stato sostituito dagli obiettivi con un sistema tecnologico per controllare l’apertura e la messa a fuoco. Dove viene proiettata l’immagine, prima un lato della scatola, ora troviamo la pellicola fotografica dove viene impressa la foto (nel caso delle macchine fotografiche analogiche) o il sensore (nel caso delle macchine fotografiche digitali)

Camera oscura come funziona

Il funzionamento della camera oscura
Il funzionamento della camera oscura

Le immagini vengono impresse nella macchina fotografica nell’oscurità totale nella frazione di tempo in cui la pellicola/sensore viene esposta alla luce che passa dall’obiettivo. La pellicola è formata da sostanze chimiche che si “impressionano” formando “l’immagine negativa”

Ma perché si dice immagine negativa? Perché in pratica i sali d’argento contenuti nell’emulsione si anneriscono in proporzione alla quantità di luce raccolta. Le parti non scure, ovvero quelle chiare, riflettono molta luce impressionando maggiormente la pellicola risultando più scure.

Al contrario, le parti scure nella foto riflettono di conseguenza poca luce, impressionando meno la pellicola e risultano alla fine più chiare. Attenzione, l’immagine “impressa” sulla pellicola non è ancora visibile e in questo momento prende il nome di “immagine latente”

Ed è qui che entra in gioco il famoso processo che tutti conosciamo delle camere oscure, ovvero lo sviluppo e il fissaggio delle pellicole.

Camera oscura a cosa serve

La pellicola fotografica nella camera oscura
La pellicola fotografica nella camera oscura

La famosa stanza tutta buia, illuminata da una luce “inattica” rossa o giallo-verde. Ma perché si utilizzano questi colori? Perché è un colore utilizzato per tutti i materiali ortocromatici, ovvero insensibili a queste luci.
I materiali utilizzati nelle pellicole sono pancromatici (sensibili a tutti i colori dello spettro) e per svilupparle di conseguenza l’ambiente dev’essere completamente buio (ad eccezione della luce di sicurezza rossa).

La fase che precede lo sviluppo della pellicola è l’esposizione effettuata tramite un ingranditore, questo proietta luce attinica all’interno del quale viene posto il negativo fotografico da ingrandire. Le fasi dello sviluppo delle stampe sono uguali a quelle dello sviluppo del negativo:

  1. Sviluppo tramite agenti di riduzione degli alogenuri di argento
  2. Arresto tramite gli agenti chimici con pH acido
  3. Fissaggio tramite agenti chimici che eliminano gli alogenuri d’argento non esposti nel processo di esposizione

Ma si può realizzare una camera oscura a casa? Assolutamente sì, e le spese non sono nemmeno così eccessive.

Camera oscura fai da te

Costruire una camera oscura fai da te
Costruire una camera oscura fai da te

Come costruire una camera oscura? Per prima cosa bisogna trovare nella nostra abitazione/locale un posto adatto, un luogo oscuro senza superfici riflettenti o lucide dove può rimbalzare la luce dell’ingranditore. Priva di polvere, asettica, senza finestre possibilmente. Se disponibile anche di acqua corrente sarebbe il massimo. Vediamo ora cosa serve:

  • Vaschette per lo sviluppo: Le dimensioni di queste bacinelle devono essere più grandi del formato di sviluppo delle foto, per esempio se vogliamo sviluppare foto dalla grandezza classica 18×24 la vasca dovrà essere almeno 24×30
  • Pinzette: Non pensate di prendere le foto nelle vasche con le vostre mani, bisogna avere sempre almeno una pinza per vasca.
  • Termometro: Attenzione non deve essere a mercurio. Servirà per misurare la temperatura dell’acqua e degli agenti chimici per lo sviluppo.
  • Cilindri graduati: Almeno 3 a disposizione di differenti misure. Serviranno per misurare le giusti dosi degli agenti chimici da inserire nelle vaschette. Si possono utilizzare anche siringhe graduate.
  • Tank di sviluppo: Un contenitore a forma di barattolo molto simile ai portarullini di una volta, dove all’interno è presente una spirale dove avvolgere la pellicola da sviluppare. Questi barattolini sono a tenuta stagna, non entra la minima luce all’interno. Questo servirà a inserire gli agenti chimici e i liquidi a contatto con la pellicola senza rischiare di far entrare la luce
  • Arresto per carta: Il liquido che fa arrestare lo sviluppo della fotografia.
  • Fissaggio per carta: Il liquido utilizzato per fissare l’immagine sulla carta
  • Acqua distillata: Sempre meglio dell’acqua corrente per via delle forti quantità di calcare che potrebbero rovinare lo sviluppo della foto
  • Imbidente: Si usa con l’acqua distillata e riduce la tensione delle gocce permettendogli di scivolare via sulla superficie.
  • Lampadina inattinica: L’unica fonte di luce che dev’essere presente nel vostro locale. La particolare luce emessa da questa lampadina non impressiona la pellicola fotografica. Non bisogna esagerare con i watt, 15W sono più che sufficienti.
  • Rivelatore: Come lascia intendere il nome, questo agente chimico rivela l’immagine che si trova sulla pellicola. Il suo “potere rilevatore” è direttamente proporzionale alla quantità di diluizione. Più sarà diluito, maggiore sarà il potere compensatore, di conseguenza si vedranno meglio ombre e luci e nitidezza ma si riduce il contrasto. Le proporzioni giuste si ottengono solo dopo anni di esperienza.
  • Ingranditore: Come avete capito dall’incipit questo è il componente fondamentale di tutta la camera oscura. Grazie a questo strumento si riesce a proiettare il negativo sulla carta fotografica modificando le grandezze della stampa finale. È formato da uno specchio, una lampadina ed una lente, questi permettono di diffondere la luce in maniera uniforme sul negativo posizionato sotto la struttura. Sotto il negativo abbiamo il “soffietto” per la messa a fuoco, mentre l’ingrandimento della foto si effettua sull’asta verticale.
  • Timer: Per tenere sotto controllo sempre i tempi del processo di sviluppo

Su Amazon si trovano i Kit completi a prezzi molto vantaggiosi, per esempio il Kit della Kaiser.

Avete capito come realizzare una camera oscura? Se avete dei dubbi fate le vostre domande qui sotto nei commenti!