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Carlo Mari: Ritratti, glamour e subfotografia

Carlo Mari, fotografo di Legnano classe 1959, è uno dei fotografi più attivi del panorama “glamour”, fotografia di ritratto e reportage, con esperienza che spazia dalla natura alla moda, in pratica un amante della bellezza in tutte le sue forme. Com’è nata questa tua passione per la fotografia?

Tutto è nato da ragazzino, appassionato di mare e di camera oscura…  per poi passare allo scatto ed ai grandi reportage per le riviste di mare sopratutto subacquee… Erano gli anni in cui questi servizi fotografici erano gettonatissimi e il mare era ancora da scoprire  in tutte le sue bellezze… la subacquea non era ancora uno sport alla portata di tutti e tanto meno la “subfotografia”.

Vedendo il tuo portfolio fotografico ho notato che sei in grado di passare dal nudo artistico al glamour pubblicitario, dalla fotografia subacquea ai popoli africani. È raro vedere in giro un fotografo che ha tutte queste sfumature, cosa ti ha portato a non focalizzarti su un singolo “stile” ma anzi a variare il tuo panorama?

Sicuramente il mercato… avrei voluto viaggiare e fotografare per tutta la vta in giro per i mari del mondo ma esercitando la professione era diventato praticamente impossibile.. quindi ho continuato nei miei cambiamenti seguendo sempre la bellezza e le grandi emozioni in settori a volte molto lontani e diversi. Ho avuto la fortuna, nella nia carriera, di incontrare importanti editori che mi hanno sempre appoggiato con entusiasmo.

Ho visto che hai collaborato con molte riviste fotografiche, secondo te in questi ultimi anni con l’arrivo dei vari social e di smartphone sempre più in grado di scattare fotografie quasi perfette anche per i non professionisti, è cambiato questo rapporto fotografo-riviste? In bene o in meglio?

Sicuramente il mondo degli appassionati, ricco di veri talenti, ha mangiato una buona fetta di mercato professionale riguardante la collaborazione con riviste illustrate, in alcuni casi hanno fatto lettralmente crollare il mercato di un determinato settore, vedi la fotografia subacquea professionale… La maggior parte delle volte l’appssionato regala le fotografie alle redazioni pur di vederle pubblicate. Un grave vizio delle redazioni e degli editori. Ma non bastano alcune foto strepitose per essere professionista, bisogna saper raccontare, e raccontare di continuo fino a diventare autore costante e ricercato.

Le tue fotografie ormai da più di 20 anni appaiono sulle principali riviste, qual è il segreto per “vendere sempre la foto giusta”? Scatti una foto seguendo le richieste del mercato o segui il tuo cuore e poi le proponi alle riviste?

Ti sbagli! E’ proprio negli ultimi 20 anni che non collaboro più direttamente con redazioni in genere.. Solo saltuariamente se mi interessa l’argomento. Il mio lavoro editoriale è concentrato sull’editoria libraria sopratutto all’estero, solo negli ultimi 5 anni ho una collaborazione stabile con un’editore italiano, dal 1998 ad oggi ho pubblicato 18 libri fotografici, la maggior parte con respiro internazionale e commissionati. Alcuni progetti sono stati  creati e prodotti dal mio studio per poi esser venduti ad editori o sponsor.

Hai notato grandi differenze tra i fotografi della tua generazione e quella moderna?

Si una grande differenza di approccio e di sistema di gestione del lavoro. Anch’io ho fatto molta fatica nel passaggio dalla pellicola al digitale, sono stato forse uno dei più lenti e confusi per il cambiamento, sono stato costretto dai clienti. Noi pellicolari abbiamo sicuramente una marcia in più di esperienza… di gavetta se così possiamo chiamarla. I fotografi di oggi hanno saltato un passaggio ma sono più portati alla tecnologia di nuova generazione e anche il linguaggio ne ha tratto un vantaggio legato all’immediatezza del risultato. Ora io sono felice di questo cambiamento e mi sono adattato scrupolosamente e i risultati sono esageratamente migliorati anche a livello qualitativo in tutti i sensi, nonostate alcuni vecchi sostengono il contrario.  

Come vedi la fotografia tra 10 anni? E tu come ti vedi?

La fotografia continuerà a raccontare tra 10 tra 20 tra 50 tra 200 anni.., racconterà sempre il tempo anche se con tecniche diverse e nuove, sicuramente migliori e adatte al momento. Io tra 10 anni mi vedo fotografo del futuro…

Il tuo progetto “Io Milano” ha riscontrato molto successo, sei riuscito a scattare fotografie che al momento sono pressoché impossibili, cosa hai provato a girare per le strade nel periodo del Lockdown?

Sensazione di impotenza difronte a qualche cosa di misterioso ed inspiegabile. Un nemico invisibile. Ho girato Milano giorno e notte solo sentendo il rumore dei miei passi ed il respiro nella mascherina. Sensazione indescrivibile e terrificante.

Cosa vuoi trasmettere con le tue fotografie?

Voglio fotografare la mia vita, le mie emozioni, le bellezze che i miei occhi hanno la fortuna di osservare… gioie e dolori e creare un racconto per tutti.

Carlo Mari vede il mondo a colori o in bianco e nero?

Il mondo, la vita, sono composti di forme e colori. Le emozioni sono stimolate da entrambe. Approccio il mio racconto fotografico in base a quale delle due cose stimola di più la mia sensibilità. A volte i mie racconti sono costruiti mischiando i due elementi.

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Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi
Alessio, fondatore di Fotografia Moderna dal lontano 2015 con l'obiettivo di creare una community unita di fotografi italiani. Cerco sempre notizie che possano interessare gli appassionati di fotografia, mi diverto a fare recensioni di attrezzature fotografiche e consigliare con guide all'acquisto le migliori alternative sul mercato. Iniziata come passione è diventato in poco tempo uno dei portali più cliccati d'Italia arrivando a raggiungere più di 1 milione di appassionati ogni anno finendo per essere un lavoro a tempo pieno dove ogni giorno impiego il mio tempo per cercare notizie o migliorare il sito.
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