Claudio Braccini: Fotografo a 360° Gradi

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Intervista a Claudio Braccini
Intervista a Claudio Braccini

Ciao Claudio, benvenuto su Fotografia Moderna e grazie mille per aver partecipato a questa intervista!

Beh, essendo un ragazzo moderno non avrei mai potuto dirvi di no. A parte gli scherzi, sono io che ringrazio voi per questa intervista e per l’importante contributo che rendete alla divulgazione della Fotografia.

Fotografo, videomaker, youtuber, chi più ne ha più ne metta! Hai studiato all’Accademia di Belle Arti di Milano, hai lavorato come fotografo di moda e pubblicitario per marchi famosi del calibro di Puma e Ermenegildo Zegna, hai creato una community di fotografi molto interessante, la quale andremo ad approfondire in seguito, ma alla fine Claudio Braccini, chi è?

Sono un bambino anni 80, cresciuto in un paesino toscano pieno di case vecchie chiamato “Casenuove”, con dei genitori molto amorosi che lavoravano tanto. Essendo figlio unico, ero sempre in bici a “scampanellare alle case” dei miei amici. Adoravo i videogiochi e scroccavo l’Atari 2600 ad Alessandro, il Nes ad Andrea e l’Amiga a Eros. Oggi ho una collezione intera di console che vanno dagli anni 70 agli anni 90, tutte mie. Adoravo il cinema e non volevo mai andare a letto se non prima di aver finito il film, lo adoro ancora e non vado a letto prima dei titoli di coda. Non ho ancora un cinema tutto mio. Giocavo a basket, ma non sono mai stato una promessa, ero basso. Usavo una vecchia fotocamera per far finta di fotografare Letizia, la mia fidanzatina. Mi ricordo ognuna di quelle foto non scattate, ma non ricordo i nomi delle persone e quello che non mi piace. Amavo creare, qualsiasi cosa mi saltasse per la mente. Attualmente Claudio Braccini è un creativo a tempo pieno, con qualche lieve difficoltà a sintonizzarsi con la realtà. Felicemente sposato con Luisa…con Letizia ci siamo lasciati in quinta, ma tranquilli…siamo rimasti amici.

Claudio Braccini per Ermenegildo Zegna

2) Partiamo dal tuo canale Youtube, segna più di 2500 iscritti ma il dettaglio che più fa sorprendere è la forte interazione con i tuoi spettatori, i tuoi video hanno sempre molti commenti, persone entusiaste del tuo operato e contribuiscono attivamente a far crescere il tuo canale. Hai davvero molte rubriche, dal tuo “corso di fotografia” alla simpaticissima “roulette russa” dove commenti gli scatti postati dai fotografi nel tuo gruppo Facebook, ma fammelo dire, quella più interessante è “Fotochiacchiere”, la rubrica dove intervisti i fotografi professionisti.

(Da vedere anche solamente per la sigla iniziale, merita i famosi 90 minuti di applausi.)

Sei riuscito ad intervistare Giovanni Gastel, uno dei fotografi di moda (e non solo) più importanti del mondo e ne sono usciti fuori 1 ora e 43 di spunti interessanti e curiosità niente male. Mi ricordo una frase in particolare espressa riguardo la spiegazione del suo scatto “la scarpetta rossa” per un redazionale:cerca di non fare le prime 10 cose che ti vengono in mente, fai l’undicesima”.

Come pensi possano aiutare gli spettatori queste interviste? Soprattutto, come ti hanno aiutato? Personalmente è bastata questa frase per giustificare il tempo speso e renderlo costruttivo.

Tutto il lavoro didattico che ho iniziato a fare da un anno a questa parte sulle mie piattaforme social lo faccio per me stesso, mi costringe a documentarmi, affinare il linguaggio, vedere tante fotografie e disinibirmi di fronte ad un ampio pubblico. Sono pigro, ma creando contenuti riesco ad approfondirli e studiarli con attenzione. Il mio vantaggio è quello di parlare di cose che conosco bene, non improvviso. Perché penso che queste interviste siano di aiuto a chi mi segue? Perché sono come un abito su misura per fotografi, io metto solo a disposizione il mio “corpo di fotografo” per prendere le misure e poi siedo a godermi la sfilata. Il canale YouTube va abbastanza bene, ma in quest’ultimo anno mi sono dedicato soprattutto al gruppo Facebook “Ciao Fotografo” e al mio profilo Instagram, che vanno forte. Per recuperare ho deciso che è arrivato il momento di investire più energie e più tempo nel mio canale YT.

Shooting di Claudio Braccini

3) Rimanendo sempre sul tuo canale voglio menzionare la sezione “backstage”. Spesso e volentieri non viene valorizzato il lavoro eseguito prima di uno scatto, la preparazione, l’attenzione ai minimi dettagli, la concentrazione, il tutto cercando sempre di far sentire a proprio agio la modella/o senza uscire troppo dal ruolo. Alla fine, la foto è un po’ come la punta dell’iceberg, si nota solamente la parte finale senza far caso a tutto il lavoro che c’è sotto. Quanto è importante per te il rapporto che si deve creare con i tuoi collaboratori e modelli in fase di shooting?

Hai detto bene. Quando si parla di lavori su commissione, nel mio caso pubblicità, moda, beauty e ritratto, l’indice che preme il bottone viene “ingaggiato” solo dopo un lungo lavoro di pre-produzione e preparazione del set. Creare armonia tra le figure professionali in gioco durante uno shooting, nel mio caso, è fondamentale per il raggiungimento di un risultato ottimale. Dico nel mio caso perché questo non è vero per tutti. In passato sono stato assistente di molti fotografi, alcuni di loro si sentivano maggiormente a loro agio creando un’atmosfera conflittuale sul set. Scontrandosi periodicamente con la stylist, prevaricando il makeup artist e, più in generale, comportandosi in modo arrogante…qualche volta anche con il cliente. Erano dei geni incontrastati della fotografia? Direi di no. Allora perché i clienti li cercavano? Beh, avete mai sentito parlare degli Slave nel BDSM?

Backstage Claudio Braccini

4) Mi hai accennato del tuo gruppo “Ciao Fotografo”, più di 13 mila membri che si confrontano postando le proprie fotografie e chiedono consigli ai membri della community. Hai creato qualcosa di meraviglioso! In un hobby cosi “solitario” quanto è fondamentale relazionarsi con altre persone condividendo la stessa passione? Generalizzando devo ammettere che noi fotografi siamo una brutta razza, troppo concentrati sulle nostre creazioni e poco attenti a quelle altrui. Se vuoi crescere in questo settore la prima cosa da fare è mettere da parte l’invidia e la gelosia. Il fotografo che produce buone foto è per noi occasione di crescita, non di frustrazione. Dopo la creazione del gruppo ho passato i primi mesi a gestire l’odio e la rabbia che spesso si accendevano tra i membri, togliendo tempo ai contenuti. Dopo un lungo e meticoloso lavoro siamo riusciti a cambiare questo atteggiamento, allontanando chi non voleva adeguarsi. Colgo l’occasione per ringraziare Anna D’Agostino, Filippo Galentino, Raffaele Franco, Francesco Ricci e Rossella Perlangeli, che collaborano con me a questo progetto, ma anche Pietro Forleo che è stato indispensabile nel primo anno di vita del gruppo. Per rispondere alla tua domanda in modo sintetico, posso dirti che l’onanismo è una gran cosa, ma fare sesso è molto meglio.

5) Parliamo ora un po’ di fotografia, chi è il tuo artista preferito? Cosa ti ha fatto innamorare di lui e del suo stile?

Ti potrei parlare di Richard Avedon, Peter Lindbergh e via di seguito, tutti Fotografi universalmente stimati e conosciuti. Invece voglio porre l’attenzione su un grande Fotografo contemporaneo italiano, Paolo Verzone. Credo che la sua estetica essenziale, unita ad una efficace capacità narrativa, siano il suo punto di forza. E’ molto appassionato di cinema, e questo è evidente osservando il suo percorso artistico. Vive in Spagna, ma mi ha promesso che, una volta finita l’attuale emergenza sanitaria, verrà a trovarmi a Milano per una fotochiacchierata da realizzare in diretta nel gruppo.

Foto di Claudio Braccini

6) Sei un fotografo giovane ma sei riuscito sin da subito a crearti un tuo “portafoglio clienti” grazie al talento e alla tua simpatia. Parlando con i fotografi più giovani si sentono molte lamentele per i lavori che diminuiscono giorno dopo giorno. I tempi stanno cambiando? O è il ruolo del fotografo che è cambiato?

E’ vero, l’editoria non sta andando bene e il lavoro è molto meno pagato rispetto agli anni passati, ma lamentarsi serve? I tempi sono già cambiati e non solo per noi fotografi, ma per il 90% delle professioni. Deve essere chiaro che non è più il tempo per frasi tipo “studia da Ragioniere che diventerai un Ragioniere”, come mi dicevano. Oggi il mondo è connesso e in continua evoluzione, i cambiamenti non avvengono ogni 10 anni ma ogni 10 giorni. E allora che possiamo fare da fotografi? Ad esempio scovare la nostra unicità. Cosa possiamo offrire al mondo che gli altri non hanno? Cosa cercano oggi i nostri clienti? Ma soprattutto, come possiamo inventarci un prodotto nuovo, qualcosa che induca i clienti, che prima ci ignoravano, a pensare di non poter fare a meno di noi? A proposito…se lo scoprite fatemi un fischio.

Arcus di Claudio Braccini

7) Lavorare con i clienti è sempre molto difficile, incomprensioni, mille modifiche, ci vuole sempre tanta pazienza, ma è più difficile lavorare con i grandi brand o con le piccole commissioni? Talvolta i grandi marchi hanno più fiducia nella professionalità delle altre persone e commissionano il lavoro senza entrare troppo nel merito, talvolta questo ragionamento non avviene nei piccoli lavori. Cosa ne pensi? Ti è mai capitato di avere incomprensioni sul lavoro?

Credo che la differenza la faccia l’intelligenza del cliente o di chi lo rappresenta. Piccolo o grande è indifferente, almeno per la mia esperienza. In verità i maggiori problemi li ho avuti con i clienti che non entrano nel merito del lavoro, quelli che non sanno cosa vogliono. Questa superficialità di approccio si ripercuote a catena su tutti gli anelli fino ad arrivare sul set, irrisolta. La classica patata bollente. Non è semplice quando ti trovi a dover dare forma a una richiesta confusa, inconsistente, prendendoti delle responsabilità che dovrebbero essere di altri. Apprezzo molto i clienti che hanno le idee chiare, o che almeno si impegnano a farti capire come potresti soddisfare le loro richieste. Sembrerà strano, ma credo si debba stare molto attenti a frasi del tipo “hai carta bianca”. Nella gran parte dei lavori commissionati, frasi del genere non portano a nulla di buono.

Dietro le quinte Claudio Braccini

8) Pensi che i social hanno cambiato la fotografia o sono riusciti ad avvicinare più persone a questo fantastico mondo? L’avvento di Instagram ha trasformato per sempre la fotografia rendendo tutti fotografi o c’è ancora un forte margine tra il professionista e il fotografo improvvisato?

I social stanno cambiando e continueranno a mutare il modo di fruire le arti visive, influenzando costantemente l’operato dei fotografi e degli artisti più in generale. Instagram e gli smartphone stanno avvicinando molti giovani alla fotografia come linguaggio universale, e questo è un gran bene. I dati statistici che ho a disposizione grazie ai miei canali mostrano come, sebbene gli appassionati di fotografia siano in maggioranza uomini, le donne sotto ai 20 anni siano in crescita, e questo è un altro fatto positivo. Tutti dovrebbero avere l’opportunità di imparare a suonare un pianoforte, scolpire una statua o scattare una fotografia. Ma attenzione, saper articolare una frase di senso compiuto non è sufficiente ad essere considerati scrittori, così come produrre un’immagine non fa di te un Fotografo. La differenza tra il professionista e l’improvvisato ci sarà sempre… però è innegabile che oggi ci sia più concorrenza. Del resto, ciò potrebbe anche comportare, a lungo termine, un aumento medio della qualità. È questa la ragione che mi ha spinto a fondare un gruppo aperto ai principianti, e che mi induce a produrre materiale didattico: tantissimi scelgono di esprimere il proprio sentire con la Fotografia e noi siamo qui per aiutarli, sarà poi il tempo a giudicare se quello che hanno da dire è interessante. Siamo solo una goccia nel mare? Vero! ma prova a buttarti in acqua mentre ti scappa la pipì dovendoti trattenere…anche farne una goccia può fare la differenza.

Fotografia di Claudio Braccini

9) Come ti vedi da qui a 10 anni? Quali sono i tuoi progetti?

Spero felice con la mia famiglia, fiero della mia calvizie ma con una pancetta contenuta. Come Fotografo vorrei essermi evoluto. Parafrasando “Il Signore degli Anelli” (adattatori) vorrei trovarmi all’inizio della fase “Gandalf il grigio”, e ancora lontano da quella “Gandalf il Bianco”. Il progetto attuale è quello di perfezionare la mia estetica e la mia sintesi narrativa, continuare a creare senza ripetermi, affinare le capacità comunicative avvicinandomi alle persone con contenuti di crescente qualità. Mai perdendo l’autoironia.

10) Questa è una domanda di rito, anche se nel tuo caso vedendo il tuo carattere immagino un po’ la risposta ma te la pongo lo stesso: Claudio Braccini come vive la sua vita? A colori o in bianco e nero?

Come in fotografia non riesco a scegliere tra le due strade, che per me viaggeranno sempre parallele. Sono con un piede nel bianco e nero e uno nei colori. Qualche volta ho bisogno dell’essenzialità e profondità del bianco e nero, altre volte necessito delle armonie emotive e dell’eccitazione che mi conferiscono i colori. Più di rado, nell’incertezza, vivo desaturato.

Claudio è stato un grande piacere, alla prossima!

Piacere mio! Ciao Fotografo!

Altri link utili per conoscere Claudio Braccini:

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