Come fotografare la via lattea

Come fotografare la via lattea con semplici consigli senza nessuna attrezzatura in particolare.

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Come fotografare la via lattea

Molti fotografi paesaggistici cercano sempre di evitare di fotografare un cielo classico blu, ma per quanto ci piaccia vedere le nuvole tempestose che ravvivano le nostre fotografie non abbiamo, purtroppo, il pieno controllo su ciò che la splendida natura ci offre ogni giorno. Per questo motivo voglio darti questi consigli su come fotografare la via lattea nel miglior modo possibile.

A volte ci capiterà un cielo rosso sangue, a volte riusciamo a fotografare l’alba o fotografare tramonti bellissimi, ma molte altre volte troveremo davanti un cielo limpido e a dir poco noioso. Ma questi giorni non sono da buttare del tutto, perché sono proprio i giorni migliori per fotografare la via lattea e le stelle di notte.

Quante volte sei uscito di notte e hai trovato sopra di te un cielo notturno incredibilmente bello con milioni di stelle che brillavano sopra di te? E se ci hai fatto caso alcune stelle insieme formavano proprio parte della favolosa Via Lattea.

In questo articolo esamineremo insieme le basi di questa fotografia, per quanto riguarda l’astrofotografia ti rimando ad articoli più specifici perché cambia anche l’attrezzatura oltre la tecnica fotografica. Per esempio gli obiettivi per astrofotografia hanno delle caratteristiche ben specifiche.

Alcuni fotografi utilizzano anche per fotografare la via lattea teste robotiche specializzate, telescopi o comunque attrezzatura specializzata con ultra precisione creata proprio per questo tipo di fotografie. Ma sappiamo benissimo che non è il caso di tutti, per questo in questo articolo cercherò di illustrarti su come muoverti se possiedi una DSLR, una fotocamera mirrorless o anche una semplice fotocamera bridge.

Iniziamo a vedere come fotografare la vita lattea.

Fotografia via lattea

Attrezzatura necessaria

Prima di parlare della parte tecnica vediamo nel pratico con quale attrezzatura si riesce a scattare foto decenti alla via lattea:

  • Una fotocamera recente: In teoria basta anche una macchina fotografica di una decina di anni, l’importante è il pieno controllo dell’esposizione, dall’apertura alla velocità dell’otturatore e degli ISO. Idealmente è una macchina fotografica da 10 anni a questa parte, se hai la possibilità di modificare la messa a fuoco etc puoi andare tranquillo.
  • L’obiettivo dovrà essere veloce: di solito è meglio utilizzare una lente fissa perché di solito è più luminosa. Si consiglia di utilizzare di solito un obiettivo grandangolare per riuscire a riprendere la via lattea in tutto il suo splendore.
  • Un buon treppiede: In queste situazioni si utilizzeranno tempi molto lenti e l’utilizzo di un treppiedi è essenziale per non diventare matto con l’esposizione e gli agenti esterni come il vento che te lo muove. Ho scritto una guida completa ed esaustiva su come usare un treppiede e su quali sono i migliori treppiedi manfrotto, dagli un’occhiata!
  • Applicazione per individuare la via lattea: Non è proprio essenziale ma sicuramente ci faciliterà il lavoro. Ormai su i nostri smartphone se ne trovano a decine e decine di applicazioni del genere, sia gratuite che a pagamento.
  • Software per la post-produzione: Qui hai la bellezza della scelta, da Photoshop a Lightroom, puoi utilizzare benissimo entrambi i software della suite Adobe. Logicamente grazie ai preset di Lightroom si riescono a fare elaborazioni molto più articolate e complesse ma anche Photoshop si difende bene.
  • Una torcia: Non è utile solamente per muoversi nel buio, ma può essere utile anche per fare simpatici effetti di luce.

Considerare l’inquinamento luminoso

Purtroppo se si vive in una grande città diventa molto difficile riuscire a catturare la via lattea in tutto il suo splendore. Le luci delle grandi città possono essere un grosso problema e causare l’inquinamento luminoso tanto odiato. In questi casi è sempre meglio uscire dalle città, a volte significa anche guidare per ore da dove vivi, ma fidati che farà la differenza.

Logicamente i parchi nazionali e le aree selvagge sono i luoghi ideali per la fotografia notturna, il cielo è cristallino e non ci sono luci intorno.

Foto via lattea

Impostare la messa a fuoco

Prima di vedere le impostazioni di esposizione, eseguiamo alcuni passaggi importanti per assicurare la corretta messa a fuoco. La messa a fuoco notturna può essere un’esperienza stimolante e frustrante, poiché il sistema di messa a fuoco automatica della fotocamera avrà un contrasto molto ridotto per poter ottenere la messa a fuoco corretta. La cosa migliore da fare è comporre lo scatto, impostare una lunghezza focale (se si utilizza un obiettivo zoom) e una volta acquisita manualmente la messa a fuoco perfetta, non toccare la messa a fuoco o gli anelli dello zoom fino a quando non si è completamente completato. 

Le impostazioni di scatto

Ricordati sempre che la tua macchina fotografica non vede come i tuoi occhi, quindi anche se milioni di stelle saranno visibili non significa che la tua fotocamera sia in grado di catturarle.

Il primo consiglio è sempre quello di non utilizzare ISO troppo alti per non scatenare il rumore fotografico, per esempio con un obiettivo Nikon 24mm F/1.4 si possono utilizzare ISO 1600 e un’esposizione lunga 20 secondi. Se invece l’obiettivo fosse meno luminoso avresti dovuto aumentare gli ISO da 1600 a 6400 per compensare la luminosità.

Quindi da dove partire?

Dal tempo di scatto assolutamente. Questo sarà il parametro più importante e ne definirà lo scatto finale, anche perché se imposti dei tempi lenti avrai come risultato una scia in movimento delle stelle, se invece imposti tempi veloci il risultato sarà il congelamento dei punti di luce delle stelle.

Scattare in RAW

Molto probabilmente dovrai modificare le tue foto in post-produzione, anche semplicemente per fare un bilanciamento del bianco per far risaltare la luminosità, e con uno scatto in JPEG difficilmente riusciresti ad ottenere un buon risultato. Per questo scatta sempre in RAW e se ancora non hai capito la differenza ti invito a leggere questo articolo sulla differenza tra RAW o JPEG per avere le idee più chiare.

Utilizza la regola dei 500

Questa regola ha un nome confuso, alcune persone si riferiscono a questo metodo come la “regola 500“, mentre altri con la “regola 600“. Fondamentalmente, per determinare la lunghezza ottica dell’esposizione, prendiamo uno dei due numeri e lo dividiamo per la lunghezza focale dell’obiettivo per ottenere la velocità ideale dell’otturatore.

Se stai scattando con un obiettivo da 20 mm su una fotocamera full frame usando la regola 500, prendi 500 e lo dividi per 20, il che produce 25 secondi: questa è la velocità dell’otturatore più lunga che dovresti usare prima che quelle stelle inizino a cambiare in scie. 

Facile no?

Se usi la “regola 600” meno conservativa, finisci con un’esposizione di 30 secondi. 

La “regola 500” la uso come riferimento e spesso finisco per ridurre ulteriormente la velocità dell’otturatore per non avere tracce di stelle nelle mie foto. Ora, se utilizzi un obiettivo a lunghezza focale più lunga, il tempo di esposizione si ridurrà utilizzando la stessa matematica, quindi tienilo a mente quando stai fotografando la Via Lattea.

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