Facebook combatte il Revenge Porn

Facebook combatte il Revenge Porn
Facebook combatte il Revenge Porn

Facebook decide di combattere il fenomeno del Revenge Porn

Ormai Facebook è diventata una vera e propria istituzione e decide di schierarsi contro il fenomeno sociale del Revenge Porn.
Un fenomeno che solamente nel 2017 è salito del 60% rispetto l’anno precedente.

Ma che cos’è il Revenge Porn?
Avviene quando qualcuno ricatta una persona con delle foto in momenti private o le pubblica in rete per vendetta.
Nel peggiore dei casi viene chiesto un riscatto, e se una persona non accetta le foto vengono pubblicate in rete e sottoposte alla gogna pubblica.

Un fenomeno molto pericoloso, che ha visto anche giovani ragazze togliersi la vita per dei filmati privati finiti in rete.
Sicuramente vi ricorderete del famoso caso di Tiziana Cantone.

I numeri del Revenge Porn in Italia

Le statistiche sono impressionanti, secondo la Data Society Research Institute circa 10.4 milioni di Americani sono stati minacciate con ricatti.

Secondo il The Guardian in un solo mese Facebook ha segnalato più di 51.000 casi di revenge-porn e più di 2.000 casi di Sextortion.

Purtroppo è accertato da più psicologi che la gogna pubblica può portare anche il soggetto più forte mentalmente ad un forte disagio psicologico.

Per questo motivo Facebook ha deciso di schierarsi contro questo fenomeno, in un modo abbastanza particolare.

Chiede agli utenti di inviare le proprie foto di nudo, ma vediamo meglio in cosa consiste la nuova missione di Facebook.

Facebook e il revenge porn

Il primo test è stato fatto in Australia, e per funzionare ha bisogno di un piccolo particolare, che ogni utente invii una sua foto di nudo al Social Network.
In seguito parte un algoritmo di identificazione che associa quella foto e quel corpo ad un determinato account.

Gli utenti prima devono compilare un questionario e dimostrare che volontariamente vogliono far parte di questo test e in seguito inviare a se stessi su Messenger una foto “hot”.

La foto verrà trasformata in un codice tramite questo algoritmo, e qualora qualche malintenzionato pubblica una foto di nudo che non gli appartiene verrà automaticamente bloccato.

L’algoritmo che usa Facebook è più o meno lo stesso che sta usando Google per il “comparatore di immagini“.

Tra gli obiettivi futuri dopo l’Australia, Facebook conta di esportare il test anche in USA, Regno Unito e Canada.

 

Il consiglio che noi di Fotografia Moderna vogliamo darvi è quello di non condividere MAI con nessuno le vostre foto private, non fidatevi mai di nessuno.
Purtroppo sentiamo tutti i giorni di foto private pubblicate di attrici famose e non, può capitare a tutti.

Non salvate le foto private nei vostri smartphone, sono facilmente scaricabili e se le volete salvare vi consigliamo di metterle in una penna USB e non farla vedere a nessuno.

Noi della redazione apprezziamo l’impegno di Facebook e il suo sforzo per combattere il fenomeno, ma forse mettere le nostre foto in mano ad un’azienda non è il massimo.

Voi cosa ne pensate? Siete disposti a inviare le vostre foto nude a Facebook?

Articoli correlati:

Commenta questo articolo

Condividi