Fino alla Fine del Mare, racconta Lampedusa

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Jacopo di Cera
Fino alla fine del Mare, progetto di Jacopo Di Cera

IMMAGINI STAMPATE SUI LEGNI DELLE BARCHE DI LAMPEDUSA RACCONTANO

“FINO ALLA FINE DEL MARE”

IL NUOVO PROGETTO FOTOGRAFICO DI JACOPO DI CERA

 

Close up di frammenti intatti degli scafi accatastati nel cimitero delle barche di Lampedusa, stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno delle barche stesse

 

In mostra a LES RENCONTRES D’ARLES – circuito off

Dal 6 al 10 luglio

MaMoTemporary Gallery

9 rue Chiavary, Arles

VI luglio 2016Jacopo di Cera, fotografo milanese con oltre quindici anni di esperienza nella fotografia di paesaggio, all’interno del circuito off de LesRecontres d’Arles presso la Mamo Temporary Gallery, presenta il progetto “Fino alla fine del mare”.Di Cera in 30 immagini convoglia il reale con l’astratto, l’emergenza sociale dell’immigrazione con una resa figurativa. Dagli scatti dei frammenti intatti degli scafi accatastati nel cimitero delle barche di Lampedusa ne trae paesaggi senza confine, sfumati, metafore di un viaggio che rende le identità individuali colori amalgamati che perdono la loro vera essenza per mutarsi in un mare astratto.

 

“Fino alla fine del mare” narra della terra nel sud della Sicilia, Lampedusa, fatta di contraddizioni, di sofferenza, di approdi e di speranza. Centro del Mediterraneo, Lampedusa è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, il viaggio che rappresenta tutta l’umanità. Un’umanità in continuo cambiamento, incontinuo movimento. Un’umanità in cerca di una nuova, dovuta opportunità.

 

In questo suo nuovo lavoro, “Fino alla fine del mare”, l’Autore vuole raccontare attraverso forme e cromatismi l’errare dell’uomo, in una serie di immagini stampate in alta definizione direttamente su pezzi di legno prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio. È il traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda occasione.

 

Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro:il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno.Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia di migranti.

 

Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, per mostrare come solo utilizzando il colore si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale la quale attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.

 

“Il punto di vista originale dell’Artista non ci traspone immagini crude, ma attraverso un gioco di rimandi cromatici che si rifanno più all’arte di Mark Rothko e Yves Klein, ci spiega la metafora del viaggio, del naufragio e della salvezza”, ha spiegato Auronda Scalera, curatrice del progetto.

 

Il progetto fotografico “ Fino alla fine del mare ” è una mostra itinerante, metafora del viaggio dell’uomo. Il lavoro è stato presentato al MIA FAIR di Milano dove ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, registrando un record nelle vendite delle opere. Subito dopo è stato in esposizione a Roma nella suggestiva cornice di Palazzo Velli Expò (palazzo storico del ‘500) nel cuore di Trastevere, continuando l’apprezzamento della critica e il successo commerciale, nonostante la difficile piazza di Roma.

Adesso “Fino alla fine del mare” approda ad Arles,nella settimana di apertura del Festival e successivamente toccherà tutti i principali porti e approdi del Mediterraneo.

 

Tutte le opere esposte sono stampe fotografiche ad alta definizione su legno trattato, con interventi manuali di resina realizzati direttamente dall’autore. Il ricavato della vendita sarà, in parte, devoluto ad alcune ONG e ONLUS che lavorano per marginare il problema dell’immigrazione, a sostegno di coloro che lasciano il loro paese per il diritto ad una vita degna.

Jacopo di Cera:

Ha lavorato per anni come responsabile marketing nelle principali multinazionali mondiali.Ha studiato con Oliviero Toscani, e con tanti altri grandi fotografi internazionali con i quali ha avuto modo di sperimentare e di confrontarsi. Ha esposto i suoi lavori a Roma al Museo di Roma in Trastevere, a Palazzo Valentini ed in molte mostre in Italia e all’estero. Nel 2010 vince il prestigioso quarto posto al concorso del NationalGeographic.
Attualmente è amministratore di Bside,agenzia di comunicazione internazionale.