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Guanti per Fotografare al Freddo: 7 Migliori

Quanto è brutto quando fa freddo tirare fuori le mani per scattare una fotografia? Ogni fotografo di questo mondo, anche il meno freddoloso purtroppo si scontra contro questo grande problema. Le mani prendono tutto il freddo e nel peggiore dei casi inizi a tremare trasformando tutte le tue foto in istantanee mosse. Ma si può risolvere questo problema? Certamente! Basta usare dei guanti per fotografare al freddo!

Non soffrirai più inutilmente e i tuoi scatti continueranno ad essere fermi anche a temperature più complicate.

Ma quali caratteristiche devono avere questi guanti da fotografo? Quanto costano e soprattutto dove si trovano?

Parlare di guanti per fotografi non dev’essere un tabù, sembra quasi che è un’accessorio inutile che serve solo per bellezza. Ma è davvero così? Assolutamente no! Sei mai uscito a fotografare un bel tramonto in un luogo non caraibico? Sicuramente avrai sentito del leggero freschetto, ma sei mai andato a scattare dove ci sono temperature molto più rigide come la Russia?

Ecco, in questi casi cosa ti puoi inventare? Ti fai sfuggire i bellissimi panorami o gli animali selvaggi per non scattare una foto a mani nude o risolvi il problema utilizzando i guanti? Capisci quanto siano necessari molte volte oltre a proteggere la reflex dalla pioggia?

I guanti migliori per i fotografi

Ho scelto questi guanti tenendo conto di alcuni fattori come: materiale, resistenza e comodità di utilizzo.

Diversi tipi di guanti per fotografi

  • Guanti touchscreen: I guanti touchscreen sono progettati per consentire ai fotografi di utilizzare i loro dispositivi touchscreen, come smartphone o tablet, senza dover rimuovere i guanti. Sono spesso realizzati con tessuti conduttivi sulle punte delle dita, che consentono di interagire con gli schermi sensibili al tocco. Questi guanti sono ideali per chi deve regolare le impostazioni della fotocamera o controllare l’esposizione direttamente sul dispositivo durante la sessione fotografica.
  • Guanti a dita scoperte: I guanti a dita scoperte sono caratterizzati dalla mancanza di copertura delle dita, lasciando le estremità delle dita esposte. Questo design offre una maggiore destrezza e sensibilità, consentendo ai fotografi di maneggiare le fotocamere e regolare le impostazioni in modo più preciso. Tuttavia, questi guanti potrebbero non essere sufficientemente caldi in condizioni estreme, quindi sono ideali per temperature meno rigide.
  • Guanti a muffola: I guanti a muffola sono il tipo opposto dei guanti a dita scoperte, poiché racchiudono tutte le dita all’interno di una “muffola” o tasca unica. Questo design offre un isolamento termico superiore, mantenendo le dita più calde rispetto ai guanti a dita scoperte o ai guanti standard. Tuttavia, a causa della mancanza di separazione delle dita, la destrezza è limitata, il che potrebbe rendere più difficile l’uso di controlli più piccoli sulla fotocamera. Alcuni modelli di guanti a muffola sono dotati di un’apertura per il pollice che consente di separare il pollice dal resto delle dita per un maggiore controllo.

La scelta tra questi tipi di guanti dipende dalle preferenze personali del fotografo e dalle condizioni climatiche in cui si sta fotografando. Alcuni fotografi preferiscono avere diversi tipi di guanti a disposizione in modo da poterli cambiare in base alle esigenze specifiche della sessione fotografica e alle condizioni meteorologiche.

Materiali dei guanti

  • Pelle: La pelle è un materiale popolare per i guanti da fotografo. È durevole, resistente all’usura e offre un’ottima presa. La pelle è spesso utilizzata per la parte esterna dei guanti, fornendo protezione contro il vento e il freddo.
  • Neoprene: Il neoprene è un materiale sintetico che offre una buona resistenza all’acqua e all’isolamento termico. È leggero e flessibile, il che lo rende ideale per i guanti che devono fornire una buona mobilità delle dita.
  • Pile: Il pile è noto per la sua capacità di trattenere il calore ed è spesso utilizzato per l’interno dei guanti. È morbido, leggero e offre un comfort eccellente.
  • Materiali sintetici: Altri materiali sintetici come il poliestere sono utilizzati per la costruzione dei guanti. Possono offrire una buona combinazione di resistenza all’acqua e isolamento.

Isolamento termico

  • Piuma d’oca o piumino: Gli isolamenti con piuma d’oca o piumino sono noti per la loro eccezionale capacità di trattenere il calore. Sono leggeri e offrono un’elevata efficienza termica. Tuttavia, possono perdere la loro capacità isolante quando bagnati.
  • Fibra sintetica: Gli isolamenti sintetici, come il PrimaLoft, offrono una buona resistenza all’acqua e mantengono la loro capacità isolante anche quando bagnati. Sono spesso utilizzati in guanti progettati per condizioni umide.
  • Fodera in pile: La fodera in pile è spesso utilizzata per migliorare l’isolamento termico all’interno dei guanti. Aggiunge calore e comfort senza aggiungere troppo peso.

La scelta del materiale e dell’isolamento dipende dalle esigenze del fotografo e dalle condizioni climatiche in cui intende scattare foto. Per condizioni più fredde e umide, potrebbe essere preferibile un guanto con isolamento sintetico e una buona resistenza all’acqua. Tuttavia, in condizioni più secche e fredde, i guanti con piumino o pelle possono essere più adatti. La combinazione di materiali e isolamento dovrebbe garantire calore, comfort e destrezza durante la fotografia in condizioni di freddo.

Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi
Alessio, fondatore di Fotografia Moderna dal lontano 2015 con l'obiettivo di creare una community unita di fotografi italiani. Cerco sempre notizie che possano interessare gli appassionati di fotografia, mi diverto a fare recensioni di attrezzature fotografiche e consigliare con guide all'acquisto le migliori alternative sul mercato. Iniziata come passione è diventato in poco tempo uno dei portali più cliccati d'Italia arrivando a raggiungere più di 1 milione di appassionati ogni anno finendo per essere un lavoro a tempo pieno dove ogni giorno impiego il mio tempo per cercare notizie o migliorare il sito.
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