Intervista a Davide Bortuzzo “Bortu”

Intervista a Davide Bortuzzo Bortu
Intervista a Davide Bortuzzo Bortu

Intervista a Davide Bortuzzo BortuDavide Bortuzzo “Bortu”, classe 1983, travel photographer ma lavora anche per matrimoni, organizza viaggi fotografici in giro per il mondo (a breve partirà per la Norvegia) ma chi è Davide? Che rapporto ha con la fotografia? Com’è nata questa passione?

Ciao Alessio e grazie per darmi la possibilità di potervi raccontare un po di me. Beh Davide è un sognatore da sempre, diplomato in ragioneria e programmatore di computer, dapprima appassionato e divulgatore di astronomia, dal 2014 fotografo professionista. I miei primi passi li ho mossi proprio dietro l’oculare di un telescopio da ragazzino, ma quando le notti stellate mi hanno folgorato per la loro bellezza, mi sono detto che forse era il caso di immortalare quelle meraviglie del Cielo e iniziare a ricordare con immagini lo spettacolo che i miei occhi ammiravano. Da li è nato tutto il mio percorso fotografico, il mio amore per la Natura (diurna e notturna) volevo mostrarlo a tutti, volevo rendere partecipi tutti delle meraviglie che ammiravo nelle mie escursioni, dapprima brevi e comuni a tutti, ma poi dei veri e propri viaggi non sempre accessibili a chiunque.

2) Raramente troviamo fotografi “travel” che lavorano anche per matrimoni, pensiamo che questa nicchia piano piano stia iniziando a svanire. In passate interviste qualche fotografo ha commentato che ha smesso di fotografare ai matrimoni per noia, te riesci ancora a divertirti? Come vivi quei momenti con gli sposi? Tieni un tono professionale e serioso o un tono più amichevole?

Come giustamente dicevi è quasi “strano” che un travel photographer si dedichi anche ai matrimoni, ma io penso che siano due settori che possono addirittura combaciare molto bene, anzi per me sarebbe addirittura il top poter viaggiare e portare con me delle coppie che vogliono realizzare i loro scatti matrimoniali direttamente in luoghi meravigliosi. Io si ai matrimoni mi diverto eccome, li vedo davvero come una festa, per me è importante stabilire un vero rapporto di amicizia o perlomeno di fiducia con gli sposi, se possibile incontrandoli più volte prima del giorno delle nozze proprio per farli sentire a proprio agio proprio a livello di persona piuttosto che fotografico.

3) Far sentire a proprio agio una persona fotografata è una delle esperienze più difficili per un fotografo, a volte davanti abbiamo persone che si sentono in difficoltà e non riescono a trasmettere emozioni sinceri davanti l’obiettivo ma finiscono per impostare facce semi-serie e fredde. Hai qualche tecnica per far lasciar andare i tuoi soggetti?

Beh credo che non esista una tecnica che possa definirsi tale perchè ogni persona ha una sua emotività, ha una sua diffidenza o spigliatezza a porsi davanti all’obiettivo. Io cerco semplicemente di fare una cosa molto semplice, parlare con il soggetto, dialogare per distrarlo o semplicemente rilassarlo, o se sono più soggetti fare in modo che parlino tra loro, così potrò cogliere attimi ed espressioni in cui sono più tranquilli.

4) Parliamo dei viaggi, recentemente sei stato in Groenlandia dove sei riuscito a vedere anche l’aurora boreale. Quanto è stato difficile beccarla? Ma soprattutto, quanto è stato difficile ricordarsi di prendere la macchina fotografica in quei momenti spettacolari?

Dunque, diciamo che ho una certa confidenza e anche fortuna con l’Aurora Boreale. Questo fenomeno naturale ogni volta per me è un regalo di cui ringrazio il Cielo. Proprio perché non è (quasi) prevedibile rende tutto più magico. Le previsioni a 2 /3 giorni sono abbastanza attendibili, ma la cosa che dal mio punto di vista è meravigliosa è proprio il fatto che poi è la Natura stessa a decidere. L’attività solare è in primis l’elemento fondamentale perché si realizzi tale fenomeno, ma poi entra in gioco il meteo che deve essere sereno almeno in alcune zone del cielo per permettere di vederla e fotografarla. Come dicevo sono stato (fino ad ora) molto fortunato nel vederla, in tutti i paesi in cui ho viaggiato al nord l’ho vista (Scozia, Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda e Groenlandia), addirittura in alcuni viaggi ogni sera o quasi, per diverse ore e di un buon livello di intensità. Spesso quando vedo un fenomeno tanto intenso e spettacolare per colori e movimenti posso anche scoppiare a piangere dalla gioia, e in quei momenti magari mi “dimentico” di fotografare. In realtà cerco di fare in modo con lo scatto remoto di poter ammirare il Cielo mentre ritraggo questo spettacolo incredibile. Ma dico sempre una cosa a chi partecipa ai miei viaggi: “fate un po’ di foto chiaramente, ma poi godetevi lo spettacolo con occhi e cuore, perché è talmente bello e raro (per chi non ci tornerà più al nord) che è un peccato perderselo per osservare lo schermo il mirino della fotocamera.

Intervista a Davide Bortuzzo "Bortu"
Intervista a Davide Bortuzzo “Bortu”

5) Sei molto attivo sui social, ti piace raccontare i tuoi viaggi sia su Facebook che su Instagram. Come pensi che i Social stanno cambiando il mondo della fotografia, in bene o in peggio?

Posso dire che i Social sono stati il mio trampolino di lancio, li vedo come un’arma fondamentale per farsi pubblicità, ma chiaramente vanno utilizzati nel modo corretto altrimenti risultano inefficaci e fanno pure spendere un sacco di soldi (parlo per chi utilizza gli strumenti promozionali a pagamento). Credo però, che per chi si occupa di fotografia i Social siano stati anche gli “ammazza-qualità” (e professionalità), proprio per il fatto che chiunque può postare immagini di dubbia qualità fatte con il cellulare o anche con fotocamere stesse e modificarle con miriadi di filtri in immagini di piacevole visione (ma pur sempre di scarsa qualità), trasformando la persona che ha scattato nel nuovo eroe fotografico del momento, quando in realtà sotto sotto non ci sono neanche le basi di fotografia (per la grande felicità dei professionisti).

6) Ci siamo dimenticati un altro “tuo lavoro” molto importante, fai anche corsi di post-produzione di Lightroom. Ma dove lo trovi tutto questo tempo? Seriamente, il tuo rapporto con l’editing nelle fotografie? Abbiamo riscontrato opinioni divise sotto questo aspetto, di chi non vuole assolutamente ritoccare le foto e di chi sostiene che la post-produzione ha dato una grossa mano alla fotografia.

E pensa che fino ad un anno fa lavoravo pure come impiegato amministrativo fino alle 18 ! Tutti infatti mi dicono se le mie giornate sono di 48 ore ahahah ! Eppure io dico sempre che se c’è la passione il tempo si trova eccome, giorno o notte che sia. E parlo di notte perché io sono un patito della fotografia notturna e spesso esco a scattare la notte. Comunque per tornare alla tua domanda, organizzo diversi corsi e workshop, cerco di “incastrare” tutto proprio con matrimoni e viaggi, tenendomi alcuni giorni free in cui poter “respirare” un po’ o concedendomi qualche meritato giretto di relax nei weekend ancora liberi.
Il mio rapporto con l’editing è davvero amichevole, utilizzo quasi esclusivamente Lightroom proprio perché ritengo che sia più che sufficiente per le modifiche essenziali da apportare, cerco di preservare la foto più realistica possibile, ma sono anche consapevole che il fotoritocco sia essenziale in parecchie situazioni e non possiamo assolutamente farne a meno, proprio come è stato sempre fatto fin dagli albori. Per cui se usato con parsimonia (e testa) è uno strumento utilissimo che ha dato e darà sempre una grandissima mano a tutti i fotografi, anche se alcuni si ostinano a negarlo.

7) Hai un fotografo a cui ti ispiri? Vedendo il tuo stile abbiamo notato una vicinanza alla tecnica di Ansel Adams, storico fotografo diventato famoso soprattutto per le foto nei parchi degli Stati Uniti.

Naturalmente ho sfogliato decine e decine di volumi dei più grandi paesaggisti di sempre, ma devo essere sincero, prendo spunto soprattutto da fotografi contemporanei in attività che seguo regolarmente sui Social, in particolare quelli che ritengo dei grandissimi ispiratori soprattutto nelle mie immagini di viaggio nel Nord. Con orgoglio posso però affermare che ho un mio stile unico sia nei matrimoni che nei viaggi, e questo stile lo chiamo con diversi nomi, “cuore”, “emozione”, sensibilità”. E’ questo ciò che mi impegno a trasmettere nelle mie immagini, e vedo con piacere ce parecchi riescono a cogliere questo stile personale.

8) Nonostante mi hai risposto che non sei più un giovane fotografo, noi sosteniamo che siamo ancora giovani (dentro) :D, seriamente come ti vedi tra 10 anni? Ancora con la stessa passione e forza o cercherai qualcosa di più stabile magari dedicandoti solo ai corsi di post-produzione

In effetti vedendo i ragazzini che si stanno approcciando a questo mondo mi sento quasi vecchietto, e dall’alto (o basso) dei miei 35 anni penso di aver accumulato una buona esperienza, ma di essere ancora nella fase di crescita personale e professionale. La mia passione tra 10 anni sarà la stessa lo posso dire per certo, anzi spero proprio di essere cresciuto professionalmente e di potermi dedicare quasi esclusivamente ai reportage e viaggi fotografici, il mio vero obiettivo.

9) Cosa consigli a chi è “ancora più giovane di te” e sta entrando per la prima volta nel mondo della fotografia? È un mondo difficile, soprattutto agli inizi per chi non riscontra subito successi.

Una cosa in particolare voglio ricordare ai più giovani. Ogni giorno è necessario investire tutte le energie in ciò che si fa, e credo che lo spirito giusto per “combattere” in questo mondo spietato della fotografia sia quello di lavorare ogni giorno con umiltà ma anche con grande ambizione. Ormai è ridicolo credersi un top quando le risorse sono davvero alla portata di tutti, la differenza la fai proprio per le emozioni che trasmetti, altrimenti sei solo un numero tra tanti. Studiare, sbagliare, allenare il proprio occhio ogni giorno, mai pensare di essere arrivati, mai pensare che sia la strumentazione a fare la differenza (in parte aiuta senza dubbio), questo è il modo di lavorare in modo dignitoso e rispettoso verso gli altri.

10) Questa è una domanda storica di Fotografia Moderna, come vede Davide Bortu la vita, a colori o in bianco e nero?

Mai domanda poteva rivelarsi più facile ma allo stesso tempo più complicata. Io scatto molto spesso la notte come dicevo, per cui verrebbe quasi ovvio dire che vedo la vita in bianco nero , ma riprendendo una famosa frase di Van Gogh “Penso spesso che la notte sia più viva e intensamente colorata del giorno”. Quindi posso dire con certezza che la vita è assolutamente a colori.

Grazie Davide per l’intervista, alla prossima!

Grazie a te Alessio , è stato un vero piacere. Mi raccomando seguitemi eh, e venite in viaggio con me!! 😀

Fonti: Sito ufficiale di DavidePagina Facebook Bortu Travel