Intervista a Stefano Renò

Intervista a Stefano Renò
Intervista a Stefano Renò

Oggi parliamo con Stefano Renò, forse uno dei più giovani fotografi intervistati su Fotografia Moderna, classe ’93, subito dopo il diploma si appassiona al mondo della fotografia ed inizia a girare il mondo documentandolo grazie alla sua fotocamera.
Appena finite le scuole ti sei praticamente lanciato nel mondo che ti appassiona, viaggiare e fotografare, non hai mai desiderato fare altro nella vita? Questa passione così forte da quando nasce?

Vorrei ringraziare anzitutto Alessio e il team di Fotografia Moderna, per questa opportunità
concessami.
Cominciamo dal lontano ‘93… Fin da piccolo ho sempre avuto la passione per la fotografia,
e il sogno che un po’ tutti abbiamo nel cassetto, di scoprire il mondo. Anche il fatto di provenire da una famiglia che non ha mai viaggiato oltre oceano, se non in giro per qualche
capitale europea, probabilmente non ha aiutato a realizzarmi, mi è mancata questa cosa del “viaggio”, e anche prendere un volo per me era davvero una scoperta.
Una volta finiti gli studi, mi lanciai nel mondo della grafica e del web design e trovai subito
lavoro nella scolastica legata al digitale. Parallelamente iniziai a raffinare i miei studi per
quanto riguarda la fotografia. Insomma quella fase di vita dove apparentemente tutto va
bene, hai le idee chiare su quello che vuoi fare, dove ti senti indipendente e non devi chiedere niente a nessuno.
Sentivo però che mancava qualcosa.
Quella vita fatta di casa – lavoro – basket, mi stava privando di quel sogno che tenevo lì da
troppi anni chiuso in quel cassetto: viaggiare!
Da quella consapevolezza la mia vita è completamente cambiata. Alla domanda «se abbia
mai desiderato fare altro nella vita», rispondo di si, ma se volessi farla troverei comunque il modo, non mi son mai privato di nulla, cerco sempre di dare spazio a tutto, di non sprecare il mio tempo, riuscire a equilibrare il tutto tra lavoro, famiglia, basket, lavoretti extra, tempo per gli amici…
Ovviamente dipende tutto dalle priorità che uno si prefissa nella vita, e se uno riesce a
risparmiare dove possibile, e magari saper rinunciare a tutte quelle cose, che sembrano
spesso irrinunciabili, e alle quali vi accorgerete che si possa dir di «no», trovare tempo e
soldi per viaggiare, risulterà molto più facile.
E da quel momento posso dire di essere riuscito a trovare anche quel connubio perfetto tra
viaggio e fotografia!

Promontorio di Dyrhólaey - Vík í Mýrdal
Promontorio di Dyrhólaey – Vík í Mýrdal

2) Il tuo primo vero viaggio è stata l’Islanda, cosa hai provato quando hai visto quelle terre meravigliose? Quando hai visto i suoi vulcani? Molti viaggiatori sostengono che l’islanda è il luogo ideale per un fotografo, basta tirare la fotocamera in aria mentre scatta e sicuramente sarà uscito fuori un panorama mozzafiato. Cosa ti ricordi di quel viaggio? Cosa ti ha segnato in particolar modo?

Eh… l’Islanda mi ha rovinato in tutti i sensi!
Il viaggio in Islanda, il mio primo vero viaggio potrei definirlo, è nato così dal nulla, durante
una calda giornata di Luglio, quando sei li davanti al pc, con la voglia di partire, non importa per dove, e il primo annuncio era questo «L’Islanda in Inverno con Gabriele Saluci», il mitico Gabri. Neanche il tempo di leggere il programma, ed era già prenotato.
Insomma, una pazzia, una di quelle che mi segnerà per tutta la vita.
Potrei definirlo un viaggio ai confini del mondo, della civiltà, immerso nella natura selvaggia: cascate immense, vulcani, distese di terra lavica, geyser e strokkur. Poi neve, ghiaccio, pioggia, sole. Condizioni di viaggio borderline, ma per la fotografia resta uno dei luoghi ideali.

Quando sei in Islanda con la Reflex in mano, sembra di non avere mai il tempo giusto di
scatto. Arcobaleni mozzafiato. La potenza delle onde dell’Oceano Atlantico in contrasto alla
spiaggia nera di Vik. Quel freddo celeste degli iceberg, nella laguna di Jökulsárlón. Quelle
verdi distese di terra lavica lungo la valle degli elfi. Insomma, mi sembrava di essere su un
altro pianeta!
E non solo per questo l’Islanda mi ha lasciato un segno indelebile nel cuore.
Penso che potrei restare qui a parlarne per ore, e come uno potrebbe pensare, l’Islanda in
Inverno è una terra molto fredda, con temperature rigide, e condizioni climatiche spesso
avverse, ed è proprio questo che mi ha segnato più di tutto: i momenti di difficoltà, i continui imprevisti e la capacità di trovare sempre la strada alternativa, ma soprattutto di far gruppo, un gruppo di sconosciuti ma tutti con la stessa passione.
Insomma mi preme evidenziare come l’Islanda sia stato un viaggio speciale con una
compagnia altrettanto speciale, che a distanza di quasi un anno, ci si ritrova per organizzare altri viaggi e nuove avventure in giro per il mondo!
Per quanto mi riguarda, con l’Islanda è solo un arrivederci, e poi, ho un conto in sospeso:
l’aurora boreale!

3) La tua vena documentarista ti ha portato a filmare ogni luogo che visiti, cosa vuoi trasmettere con le tue foto?

Al rientro dall’Islanda, ho deciso di intraprendere un nuovo percorso. Il primo passo fu
iscrivermi subito alla “Travel Film School” fondata da Ludovico De Maistre, un compagno di
viaggio, un amico, uno dei massimi esponenti del settore. Grazie a lui sto imparando molto e personalmente non avevo mai pensato di aprire un blog, o raccontare le mie esperienze, ma grazie al supporto di amici e familiari, grazie alle conoscenze acquisite, ho deciso di
lanciarmi in questo mondo, di iniziare finalmente a sfruttare il mio materiale video-
fotografico, e raccontare i miei viaggi.

La parola che hai usato «documentarista», è quella che penso mi rappresenti meglio. Non
sono uno di quei travel blogger, che ti può dare consigli su come prenotare un volo per
l’Islanda, dove andare a dormire all’interno del Grand Canyon, o consigli su cosa vedere a
Las Vegas; io attraverso le mie foto e i miei racconti vorrei trasmettere le mie sensazioni, ciò che quel determinato luogo mi ha lasciato, vorrei in qualche modo far viaggiare con la mente e con il cuore il lettore. Non so se ne sarò capace, so solo che è una cosa che amo fare, senza alcuno scopo di guadagno, la faccio esclusivamente per passione, la stessa passione che cerco di racchiudere in ogni mio scatto!

4) Riporti i tuoi viaggi sui Social Network, in particolar modo Facebook, quanto pensi siano diventati importanti i social nel mondo della fotografia? 

Penso che Facebook, ancor di più Instagram ultimamente, siano più che fondamentali nel
mondo della fotografia, o meglio, per farsi conoscere nel mondo della fotografia. Una
potenzialità che spesso ahimè viene sfruttata malissimo.
Con Instagram, in particolare, si ha la possibilità di far conoscere il proprio lavoro da più
utenti possibili, nel minor tempo, rispetto magari a una pagina facebook; e allo stesso tempo puoi trarre ispirazione dai lavori di altri fotografi professionisti, artisti, viaggiatori provenienti da ogni angolo del mondo.
Lato Facebook, apprezzo di più la possibilità di poter “scatenare” la mia vena
documentarista, e di raccontare i miei viaggi, affiancando qualche scatto, o linkando il mio
articolo dal blog, che non è reso possibile con Instagram.

Golden Gate Bridge - San Francisco
Golden Gate Bridge – San Francisco

5) Pensi che i social hanno rivoluzionato il modo di raccontare i viaggi? Ormai appena si vede un luogo meraviglioso si pensa subito a scattare una foto con il proprio smartphone senza più godersi il momento. Non si rischia di perdere il rapporto con la realtà?

Viaggio e fotografia sono il connubio perfetto, ma, così come in una coppia, credo che anche loro debbano scendere a compromessi: la fotografia non deve sostituire il viaggio, ad ogni cosa il momento giusto. Probabilmente è vero, e me ne accorgo anch’io, si abusa spesso di questa tecnologia, senza assaporare il momento.
A tal proposito mi piacerebbe ricordare quel cartello che vidi quest’estate in visita al Parco
Nazionale del Grand Canyon, in Arizona. Il cartello citava: “One minute, don’t read, don’t
talk, no photos, just look… and see”.
E mi preme sottolineare questo aspetto, bisogna saper distinguere la nostra vita “online” da
quella “offline”, perchè i momenti più belli, quelli che difficilmente si dimenticano, son quelli
vissuti nella vita reale, e non potrò mai scordare quel tramonto, vista Grand Canyon,
quell’attimo durato pochi minuti, che nessuna fotografia potrà mai essere in grado di
descrivere.

Grand Canyon National Park - Arizona
Grand Canyon National Park – Arizona

6) Qual è la tua attrezzatura da viaggio preferita?

Io mi sento molto Reflex dipendente, la mia Canon 70D, mi accompagna in tutti i miei viaggi, la qualità che mi garantisce lei non riesco a riprodurla altrove. Comunque sia ho aperto a nuovi orizzonti, nel mondo della Gopro, da quando l’ho usata in Islanda, me ne sono innamorato, sia per la qualità dei suoi video, che per la possibilità di fare foto in luoghi che con la reflex non avrei mai potuto altrimenti.
Condivido anche l’uso dello smartphone, la sua istantaneità, e medio alta qualità delle foto, ti risolve la vita in ogni momento!

In un futuro breve, molto breve, contemplo l’idea di acquistare un drone tutto mio, l’idea di
documentare da un altro punto di vista mi affascina.

Monument Valley - Arizona
Monument Valley – Arizona

7) Hai delle prossime mete? Dei sogni nel cassetto?

Una delle mete più prossime mi vedrà protagonista a inizio anno, di un incredibile viaggio in Lapponia, a caccia di aurora boreale. Una spedizione nel Nord Europa verso Capo Nord,
un’avventura artica tra la Lapponia Finlandese e quella Norvegese, sotto l’aurora e l’alba di
mezzogiorno.
Sogni nel cassetto ne ho ancora tanti, uno in particolare è quello di un viaggio alla scoperta
del Sud America, non da turista, ma da viaggiatore, vivere a pieno la loro cultura e il loro
modo di vivere e documentarla al meglio possibile.
E chissà magari per la prossima estate ho già in mente qualcosa!

8) Sei veramente giovanissimo, quindi questa domanda è un po’ avventata, ma ti
vediamo con le idee abbastanza precise e sei convinto di quello che stai facendo,
come ti vedi tra 10 anni?

Vero, me lo dicono in tanti. Io purtroppo ho questo difetto, quando mi fisso in testa un
qualcosa, non ascolto più nessuno, e la perseguo finchè non la raggiungo. Oggi la mia vita è questa, tra 10 anni non saprei, una famiglia, una casa, chi lo può dire… Ma di una cosa sarò comunque certo: non smetterò mai di viaggiare!

Death Valley - California
Death Valley – California

9) Cosa consigli ai tuoi stessi coetanei che hanno la tua stessa passione ma non
riescono a trovare il tempo per seguirla? O meglio, pensano di non riuscire a trovare il tempo necessario per seguirla.

Viaggiare non è gratis, se lo fosse tutto sarebbe più semplice. Io questo mio sogno son
riuscito a realizzarlo (anche se sono ancora all’inizio di questo percorso), anche grazie al
mio lavoro che mi ha dato la possibilità economica per poter affrontare determinati viaggi.
Per quanto riguarda il tempo, penso di essere la persona meno indicata per parlare di
tempo; tra tutti i miei impegni ogni tanto mi chiedo come possa riuscire anche a viaggiare.
Basta volerlo, dipende tutto da quello che uno vuole fare nella vita, e da come vuole farlo.
Poi spesso mi chiedono «Ma quanti soldi hai??», non è assolutamente questione di budget,
l’idea alla base per intenderci non è “quanti ne spendi” ma “come non ne spendi”.
E ormai penso che questa mentalità mi appartenga, quindi il mio consiglio è di viversi la vita appieno e fare ciò che ci fa star bene, tralasciando in quel momento tutti i rancori, le invidie, i problemi a lavoro… e fidatevi che per un viaggio abbiamo bisogno di molto meno di quel che pensiamo!

10) Questa è una domanda must di Fotografia Moderna: Come vive Stefano Renò la sua vita, in bianco e nero o a colori?
Bella domanda, e per quanto io ama fare foto in bianco e nero, la mia vita non è mai stata
così piena di colori!
Posso dire con ferma consapevolezza che dopo il mio viaggio in Islanda, sia riuscito ad
abbandonare definitivamente la TV in bianco e nero, ho iniziato a riempire la mia vita di
motivazioni, trasformando i problemi in opportunità, e solo così facendo ho potuto dar vita e colore a questo mio lungo viaggio!

Mi auguro con le mie storie e le mie foto, di colorare nel mio piccolo questo mondo sempre
più desaturato, cercando di aprire gli occhi a queste persone e mostrar loro quanto sia
affascinante ciò che sta la fuori!

Grazie Stefano per aver partecipato a questa intervista, alla prossima!

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