A Occhi Aperti di Mario Calabresi | La Recensione

A Occhi Aperti di Mario Calabresi, la recensione
A Occhi Aperti di Mario Calabresi, la recensione

A Occhi Aperti di Mario Calabresi, raccolta delle 10 interviste più importanti del direttore de La Repubblica

A occhi aperti di Mario Calabresi è un mix di esperienze, ricordi, emozioni e racconti.
10 fotografi scelti da uno dei giornalisti più importanti d’Italia, stiamo parlando di uno dei libri di fotografia più venduti in assoluto.

Dieci incontri che hanno segnato Calabresi, dieci maestri della fotografia che hanno raccontato tramite i loro scatti i momenti più intensi e importanti del passato.

“Ci vuole una vita per fare una fotografia e coltivare uno sguardo. L’occhio deve capire cosa sta cercando”.

Questa è solo una delle perle di McCurry, rilasciate nel libro presentato a Milano Book City e al Contrasto Day.

Fotografi invervistati nel libro A Occhi aperti

  • Steve McCurry
  • Gabriele Basilico
  • Alex Webb
  • Paolo Pellegrin
  • Don McCullin
  • Elliott Erwitt 
  • Paul Fusco 
  • Josef Koudelka
  • Sebastião Salgado
  • Abbas Attar

A Occhi Aperti: Recensione

“Cosa potremmo sapere, cosa potremmo immaginare, cosa potremmo ricordare dell’invasione sovietica di Praga se non ci fossero, stampate nei nostri occhi, le immagini di un “anonimo fotografo praghese” che si scopri chiamarsi Josef Koudelka?
Quanta giustizia hanno fatto quelle foto, capaci di raccontare al mondo la freschezza e l’idealismo di una primavera di libertà.”

Queste sono le parole con cui si apre il libro, un preambolo sull’importanza delle fotografie nel nostro mondo, non solo come mezzo artistico, ma come mezzo storico.

Un’importanza paragonabile agli antichi papiri, dove venivano segnati gli eventi storici per poterli raccontare alle prossime generazioni, le foto secondo Calabresi, hanno la stessa intensità.

Un mezzo per far arrivare un messaggio, una prova, un disegno di quello che è successo nel passato.

A occhi aperti. Ediz. illustrata
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A occhi aperti. Ediz. illustrata
  • Mario Calabresi
  • Editore: Contrasto
  • Copertina rigida: 206 pagine

Un esempio molto interessante che Calabresi riporta nel libro riguarda Sebastiao Salgado, quando nel 1984 si presenta nella redazione del quotidiano francese Liberation con degli scatti che, a sua insaputa, segneranno la storia.

Delle fotografie in bianco e nero che raccontano e denunciano gli effetti della enorme carestia che ha colpito il Sahel. (fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana)
Quelle fotografie hanno avuto un’importanza non solo “giornalistica” ma anche umanitaria.
Hanno convinto il mondo occidentale che non si può sempre voltare la testa dall’altra parte, esistono realtà che bisogna affrontare.

Che si devono affrontate.

Ma non è preso di mira solamente l’oriente, le condizioni di vita denunciate appartengono a tutto il mondo, senza nessun escluso.

Tocca anche al Brasile, dove sempre Salgado denuncia al mondo intero la situazione dentro le miniere d’oro.

Un immenso formicaio umano.

Ogni essere umano è paragonabile ad una formica, piccola, quasi insignificante, che si calpesta i piedi e la sua vita non ha quasi alcun valore.

Questa è la situazione che si trova davanti Salgado e la denuncia attraversi i suoi scatti, raccontati poi nel libro.

A Occhi Aperti Trama

Mario Calabresi prima di scrivere il suo libro A Occhi Aperti ha analizzato tre fotografie, chiedendo ai fotografi autori degli scatti cosa era successo un attimo prima e un secondo dopo il loro scatto.

Le foto sono:

  • Un immensa terrazza coperta di detriti, da cui si vede il gigantesco panorama di Beirut distrutta a causa della guerra civile. (Gabriele Basilico)
  • Lo sguardo di un uomo arrestato mentre attraversava il confine tra Messico e Stati Uniti (Alex Webb)
  • Un gruppo di donne indiane che si abbracciano e proteggono durante una tempesta di sabbia nel deserto (Steve McCurry)

Le risposte di questi 3 maestri della fotografia sono all’interno del libro!

A Occhi Aperti non è prettamente un libro di fotografia, ma più un libro che spiega in modo giornalistico quanto sia importante la fotografia e il suo linguaggio.

Un libro nato per scoprire cosa prova un fotografo quando scatta quelle foto, non sapendo che diventeranno un pezzo di storia.

Un mestiere quello del fotografo che assomiglia molto al giornalista.
Si tratta di due professioni che vogliono trasmette e testimoniare qualcosa, tramite il proprio mezzo, alla collettività.

Nel libro Calabresi racconta la giornata passata insieme a Elliott Erwitt dopo una sua presentazione fotografica.
Durante la mostra, racconta Calabresi, tutti chiedevano a Erwitt delle due foto più famose: Quella dei cani che saltano di Parigi 1989 e del bacio nello specchietto retrovisore di Santa Monica 1955.
Calabresi no, la domanda posta a Erwitt è stata riguardo le tensioni razziali nel suo viaggio in America.

La professionalità di Calabresi ha affascinato Erwitt, tanto da passare con il direttore de La Repubblica tutta la giornata.

Nel libro è raccontata una delle sue foto più celebri, quella a Jackie Kennedy nel novembre del 1963, durante i funerali del marito.

Elliott Erwitt, foto a Jackie Kennedy
Elliott Erwitt, foto a Jackie Kennedy

A Occhi Aperti: Steve McCurry

Uno dei fotografi più controversi della storia recente, tanto amato dalla critica quanto contestato.
Amante dei lunghi viaggi: India, Nepal, Bangladesh, è diventato famoso per un suo scatto, conosciuto in tutto il mondo: La donna Afgana.
Come membro del National Geographic Magazine, ha pubblicato costantemente le foto dei suoi viaggi nella rivista più importante di fotografia.

“Bisogna avere una sensibilità particolare, bisogna saper guardare e saper attendere.
Solo se si è disposti di correre il rischio, solo se uno è convinto, allora è pronto”

Le sue foto sono sempre immerse nella realtà in cui si trova, mischiandosi con la popolazione e l’ambiente locale.
Nel libro racconta un episodio dove il fotografo McCurry si è trovato addirittura sommerso per fotografare una disastro climatico.

“Se stai fotografando una popolazione disastrata, sommersa, non puoi stare sulla sponda e guardarli, devi stare dalla loro parte, devi immergerti fino al collo con loro”

Mario Calabresi e Steve McCurry

Le foto di McCurry hanno sempre una forza incredibile” è cosi che Calabresi descrive il fotografo di Filadelfia, sempre morbide ed avvolgenti.

Nel libro viene raccontato del perché Steve McCurry non fotografa mai di giorno, ma solamente quando la luce è debole: All’alba o al tramonto.

Racconta di una delle sue foto più famose, in Sri Lanka ai pescatori in equilibrio su pali di bambù.

Quella foto, così immediata, al contrario è frutto di giorni e giorni di ricerca e studio.
Prima di trovare il punto giusto è dovuto tornare ben tre volte, al mattino, nel pomeriggio e al tramonto per vedere qual era la luce migliore.

Alla fine McCurry ha scelto le 7 del mattino, trovando una luce morbida di un cielo completamente coperto.

Nel libro racconta come saranno al massimo cinque o sei le foto in una giornata di sole di McCurry.

“Lavoro quasi sempre con la luce debole, perché i soggetti non mi sembrano veri con troppa luce”

Nel libro Calabresi definisce McCurry come un animale predatore, dorme durante il giorno e va caccia solo prima che sorga il sole o durante il tramonto.

Leggi: Steve McCurry, la storia del fotoreporter
Approfondimento sulla Composizione fotografica di Steve McCurry
Notizie sulla ragazza afgana arrestata di McCurry

A Occhi Aperti e Abbas

Il bello di questo libro è il racconto di fotografi “apparantemente meno conosciuti” ma che invece hanno raccontato molti pezzi di storia, uno di questi è proprio Abbas Attar.

Una sua foto in particolare ha conquistato l’interesse di Calabresi, questa:

Abbas Attar, foto Mujahiddin in Afghanistan
Abbas Attar, foto Mujahiddin in Afghanistan

La foto è tratta nella rivoluzione iraniana, in Afghanistan, il soggetto della foto è un Mujahiddin che sorveglia la strada di Kabul.
Il soldato è seduto su un letto a castello vicino ad un ponte, proprio per simboleggiare l’importanza di quella guerra, tanto al punto di dormire lì.
Dormire al cielo aperto, in un letto a castello, durante una guerra, tutto questo per proteggere i suoi ideali.

Lo sguardo del soldato è fermo, deciso, imperterrito, nonostante il fotografo a pochi passi, sembra avere un occhio sempre vigile a quello che sta per succedere.

Mario Calabresi e Sebastiao Salgado

Salgado è uno dei fotografi più amati da Calabresi, lo descrive come uno degli incontri più belli che gli sia mai avvenuto.
Parigi, davanti al Canal St Martin, nel suo studio personale.
Appena entrato nel suo ufficio, la foto che lo accoglie è del 1994, una folla di rifugiati ruandesi in Tanzania.

Questo era una sorta di tappeto rosso per Salgado.

Molti fotografi appendevano nei loro uffici le loro foto più famose e più costose aumentando così il loro ego, Sebastiao aveva appeso al suo ingresso una delle foto più potenti sotto l’aspetto emotivo di una popolazione.

Calabresi racconta nel libro di come Salgado ha iniziato il suo progetto “In cammino“, dove ha trascorso 7 anni della sua vita girando più di 40 paesi diversi per testimoniare le varie migrazioni.

Non solo racconti umani, ma anche tributi alla bellezza della natura.
Racconta anche di come è iniziato il progetto Genesis, 64 mesi di viaggi fotografando le meraviglie della natura.
Calabresi svela che questo viaggio di Salgado è iniziato dopo aver letto libri di Darwin.

Leggi Sebastiao Salgado | La vita, frasi e foto famose

A occhi aperti Libro

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  • A Occhi Aperti Kindle
  • A Occhi Aperti copertina rigida
A occhi aperti. Ediz. illustrata
118 Recensioni
A occhi aperti. Ediz. illustrata
  • Mario Calabresi
  • Editore: Contrasto
  • Copertina rigida: 206 pagine

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