Platon Antoniou, la storia del fotografo dei potenti

Le fotografie di Platon Antoniou
Le fotografie di Platon Antoniou

Platon Antoniou è soprannominato come il fotografo dei potenti, è uno dei fotografi più importanti degli ultimi secoli

E’ riuscito a fotografare tutti i potenti del mondo, anzi quasi tutti, solamente un politico “potente” è riuscito a fuggire dalla macchina fotografica di Platon Antoniou.

I suoi ritratti sono particolari e interessanti allo stesso tempo, tutti primi piani che fanno emergere la realtà della persona fotografata.

La composizione dei suoi scatti è simile in ogni foto, ma da l’impressione come se ogni volta fosse diversa.

Far uscire fuori il lato umano di tutti i potenti, da Putin a Berlusconi, da Saddam a Stallone, questa è la missione del fotografo greco.

Nella sua giovane ma lunga carriera è riuscito a fotografare praticamente tutte le persone più influenti di questo secolo, tranne una.

Platon Antoniou e Sarkozy

Solamente lui è il politico “potente” che non è mai riuscito a fotografare.

«L’ho invitato sul set, gli ho teso la mano in segno di benvenuto, lui l’ha guardata ma non me l’ha stretta – racconta Platon – Gli ho chiesto di sedersi, ha guardato la sedia, si è girato e ha urlato ai suoi “Qu’est-ce que c’est tout ça? Je déteste les photos!”. Se n’è andato su tutte le furie».

Questo è il suo racconto dopo un assemblea generale dell’Onu, dopo il rifiuto del presidente francese al giovane fotografo greco.

Questo evento ha segnato la fiducia del fotografo, in quanto il primo e unico rifiuto che ha ricevuto nella sua carriera.

Le frasi famose di Platon

Il mio ruolo è quello di far emergere l’umanità dei maggiori leader al mondo”

“Umanizzare le statistiche, un re, una regina, un primo ministro o un ex prigioniero politico birmano nel nostro mondo sono diventati delle statistiche.”

“Quando fotografo uno di loro sono sempre circondato da 20 o 30 persone, con Ahmadinejad ne avevo 350, con Gheddafi forse 400. Sono gli scagnozzi, i guardiani del cancello.”

“Quando mi trovo a dieci o dodici centimetri da un leader, quelli non possono più far niente, non c’è più filtro.”

“Loro ti tirano per le braccia, ti dicono che il tuo tempo è scaduto, ma io continuo, scatto, sono tutto concentrazione e energia”

“Se vedono che hai fiducia in te stesso, alla fine ti rispettano”

Forse è proprio questo che Sarkozy non voleva trasmettere, la sua umanità.

Platon e Vladimir Putin

Vladimir Putin in uno scatto di Platon Antoniou
Vladimir Putin in uno scatto di Platon Antoniou

Tutto è successo nel 2007, dopo che il suo scatto è uscito sulla copertina del Time ed ha scatenato le più grandi critiche nel mondo russo.

Da chi sosteneva che lo scatto aveva “umanizzato” troppo il leader russo, a chi sosteneva che al contrario lo aveva reso troppo una “star di hollywood”.

Nessuno era contento, ma tutti ne parlavano. Lo scatto era talmente potente che non si riusciva ad arrivare ad una conclusione obiettiva.

“È stato difficile arrivare a lui, ma poi quando ci sei vicino scopri che è un essere umano. Abbiamo parlato dei Beatles, di mia madre. Parla inglese meglio di quanto non si creda.

Un dialogo psicologico più che con le parole”

Platon e Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi in uno scatto di Platon Antoniou
Silvio Berlusconi in uno scatto di Platon Antoniou

Il suo racconto dopo la fotografia scattata nel palazzo dell’Onu con uno dei personaggi più influenti della politica italiana, Silvio Berlusconi.

“Mi trovato all’Onu, Berlusconi si è infilato dentro al set passando da un passaggio laterale.

Tutti gli altri invece ti incontravano ufficialmente, ti stringevano la mano, scambiavano qualche parola, lui era entrato di soppiatto

Arriva muovendosi in questo modo lento, scivolando elegante, un po’ alla Fred Astaire.

Si è seduto, mi ha dato un’occhiata hollywoodiana, poi si è alzato ed è sgusciato via dall’altra parte.

Non abbiamo parlato molto. Ma il lato interessante, per quanto controverso sia quell’uomo, è che aveva senso dello humour su se stesso”

L’incontro con Michelle Obama

Michelle Obama in uno scatto di Platon Antoniou
Michelle Obama in uno scatto di Platon Antoniou

Quando si fanno questi scatti di solito c’è un certo rispetto verso chi si trova di fronte, è un modo come per non invadere i suoi spazi.

Un fotografo sa che in quel momento sta “prendendo l’anima” di chi si trova davanti, è una sensazione di onnipotenza, che Platon pubblicamente ha sempre negato, tranne in un episodio.

L’episodio in questione è con Michelle Obama, in uno dei scatti più belli del fotografo greco.

“Sentivo lei molto presente in quel momento, non si sentiva come il soggetto di una foto dei potenti ma come una persona normale”

“Sono una persona normale, non sono immune al fascino delle star, chiaro

La sua risposta è stata storica e decisa: “Va bene, amore mio, ora voglio la tua anima, dammela”

Da quel momento è cambiata la sua carriera, la faccia di Michelle Obama è cambiata in un attimo.

È uscita tutta la sincerità della prima First Lady cosi importante al mondo.

“Quando ho visto la sua espressione, quasi costruita, smontarsi e creare un espressione cosi naturale, ho catturato subito quell’attimo”

Avevo violato il protocollo, mi sono scusato subito.

Lei mi ha preso fra le braccia e mentre mi ha dato un bacio sulla guancia mi ha sussurrato: “Platon, in fin dei conti, sono solo Michelle

In quel momento è cambiato qualcosa nella vita di Platon.

Platon nel sociale, non solo con i potenti

Da qui è emerso anche l’altro lato del fotografo, quello della voce dei poveri.

Dai suoi scatti nei viaggi in Oriente, tra Birmania e Thailandia, un percorso lungo migliaia di scatti che hanno fatto salire sul piedistallo persone comuni.

Con il suo inconfondibile stile è riuscito a trasmettere le emozioni provate dai bambini soldati fino ai prigionieri di guerra.

Una possibilità di dar voce anche ai più deboli, di far uscire i loro pensieri.

L’incontro con Michelle Obama lo aveva cambiato radicalmente.

La storia Platon Antoniou

Tutti lo chiamano “Il fotografo greco” ma in realtà lui è nato a Londra nel 1968, trascorre tutta l’infanzia in Grecia.

Torna a Londra e si laurea al Royal College of Art.

Lavora diversi anni per «George», periodico di politica e cultura fondato da J.F. Kennedy Junior.

Dal 1990 comincia a scattare ritratti per un gran numero di giornali, compreso il «Time»

Con il Time vince il primo premio del World Press Photo Contest 2008 grazie alla foto dell’uomo dell’anno con Putin.

Da quel momento la sua carriera ottiene un successo dopo l’altro, fino a esporre i suoi ritratti nelle più famose gallerie fotografiche del mondo.

Il documentario di Platon Antoniou