Robert Mapplethorpe: I Grandi Fotografi

La storia di Robert Mapplethorpe, uno dei fotografi più controversi e chiacchierati del passato.

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Robert Mapplethorpe, la storia

Uno dei fotografi meno conosciuti purtroppo ma con grandi qualità, Robert Mapplethorpe è uno di quei fotografi che in un modo o nell’altro sono rimasti nel mondo della fotografia, purtroppo in questo caso, anche per via della sua morte.

Biografia di Robert Mapplethorpe

Mapplethorpe nasce nel 1946 a New York con 6 fratelli in una famiglia di origini irlandesi appartenente alla borghesia media americana. Sin da piccolo fa notare il suo carattere esuberante e viene sorpreso mentre ruba un giornalino pornografico a 16 anni. Ma non erano tanto le fotografie al suo interno a incuriosirlo ma, come lui stesso ammetterà in un’intervista, veniva attirato dal senso di proibito dell’incelofanatura esterna.

Prova a seguire la carriera del padre iscrivendosi al ruolo di ufficiale nell’esercito ma con scarsi risultati, anzi, finisce per abbandonare il programma militare e si iscrive al Pratt Institute di Brooklyn ed inizia a studiare arte. Piano piano inizia ad incuriosirsi della pittura e del disegno e grazie ad artisti del calibro di Joseph Cornelle e Marcel Duchamp trova uno stile tutto suo ed inizia una produzione di una serie di collage con foto di giornali, libri e riviste.

Sono gli anni della guerra in Vietnam e tutta l’America è scossa, ci sono movimenti studenteschi e Robert Mapplethorpe sospende i suoi studi iniziando un altro percorso, quello delle sostanze stupefacenti. Inizia a dipendere da marijuana e LSD e questa dipendenza lo accompagnerà per tutta la vita.

Durante le proteste conosce Patti Smith, una giovane ragazza appena arrivata a New York che vuole sfondare nel mondo della poesia. I due uniscono il loro rapporto in un fidanzamento e si trasferiscono nel Chelsea Hotel, uno degli hotel più famosi di NY. Patti Smith diventerà una dei soggetti più fotografati da Mapplethorpe tanto da dedicargli una copertina: Horses.

Robert Mapplethorpe fotografo

Nel 1970 inizia il suo percorso fotografico acquistando una Polaroid, la sua prima compagna vera e propria che lo accompagnerà per i reportage delle vie di NY. Uno dei suoi progetti più famosi rimane “New York S&M“, un progetto fotografico per le vie di NY che ha scioccato il pubblico americano mostrando fotografie insolite e curiose che hanno destabilizzato l’opinione pubblica.

I protagonisti delle sue foto sono spesso attori pornografici e di solito coppie omosessuali riprese in pose erotiche. Tutte le sue foto di questo genere sono raccolte nei suoi famosi Portfolio X. In questa raccolta c’è anche un suo famoso e scandaloso autoritratto.

Ma il suo vero cambiamento avviene nel 1970 dopo aver iniziato la sua prima relazione omosessuale con David Crowland che gli presentò il curatore del MoMa. Da questa nuova conoscenza inizia la fortunata, ma breve, carriera fotografica di Mapplethorpe.

Due anni dopo conosce Sam Wagstaff, diventarono amanti e iniziarono a convivere in un loft Bond Street. I due iniziano a vivere i migliori ambienti di New York e fare la bella vita. Rimasero insieme per molti anni fino alla morte di Sam a causa dell’Aids.

Ma la vita di Robert non è finita qui, e dopo aver conosciuto Lisa Lyion (campionessa di body building femminile) inizia il suo progetto fotografico “Lady, Lisa Lyon”.

Il suo stile fotografico subisce un notevole cambiamento e le foto di Robert Mapplethorpe iniziano a diventare più “rispettose” dei canoni di bellezza del tempo, meno immediate o provocatorie. I nudi iniziano ad essere più eleganti con addirittura composizioni floreali.

Inizia ad affinare la sua tecnica diventando un vero e proprio talento, tanto che la sua tecnica di stampa al platino su carta e su lino diventa un vero e proprio oggetto di studio. Oggi chiamata Lifocrome, è una tecnica di stampa fotografica ad altissima stabilità cromatica.

I più grandi personaggi celebri dell’epoca iniziano a richiedere di farsi fotografare da Mapplethorpe.

L’utimo lavoro di Robert è la serie di foto per il volume di poesie di Arthur Rimbaud “Una stagione all’inferno” prima che l’Aids lo uccide nel 1989 il 9 Marzo all’età di 42 anni.

Mostre di Robert Mapplethorpe

Da ricordare delle mostre di Robert Mapplethorpe quella organizzata al Whitney Museum of American Art, forse la più grande che analizza il suo talento.

Robert Mapplethorpe e la sua associazione

Prima di morire Robert riesce a fondare una fondazione molto importante il cui scopo è quello di supportare i musei che si occupano di fotografia e allo stesso tempo di aiutare le fondazioni che studiano i modi per combattere la tragica malattia dell’Aids.

Libri di Robert Mapplethorpe

Robert Mapplethorpe: The Photographs
1 Recensioni
Robert Mapplethorpe: The Black Book
1 Recensioni
Polaroids: Mapplethorpe
3 Recensioni

Frasi di Robert Mapplethorpe

  • Sono ossessionato dalla bellezza. Voglio che tutto sia perfetto, e naturalmente non lo è. E questo è un mondo difficile, perché non si è mai soddisfatti.
  • Ogni volta che si fa l’amore con qualcuno ci dovrebbero essere tre persone coinvolte. Tu, l’altra persona e il diavolo.
  • La mia teoria sulla creatività è che più denaro si ha, più si è creativi.
  • La fotografia è un modo sbrigativo per fare una scultura.
  • Il mio stile di vita è bizzarro, ma l’unica cosa che mi serve sapere è dove sta la camera oscura.
  • Non so perché le mie foto riescono così bene. Proprio non lo so.
  • Più immagini vedi, più migliori come fotografo.
  • Io cerco l’imprevisto. Cerco le cose che non ho mai visto prima.
  • Io sono egoista, ma questo è un attributo che tutti gli artisti possiedono.
  • Non si andrà mai da nessuna parte nella vita se non si assolvono i propri obblighi.
  • Se devo cambiare il mio stile di vita, non voglio vivere.
  • Ho sempre pensato di essere bravo. Ecco perché era così frustrante quando gli altri non erano d’accordo.
  • Solo perché ero in giro per bar tutto il tempo non significava che non ero in cerca di qualcuno da amare.
  • Non avrei mai fatto quello che ho fatto se avessi considerato mio padre come qualcuno che avrei voluto compiacere.
  • Quando lavoro, e nella mia arte, tengo Dio per mano.
  • Per fare grandi fotografie, devi dare loro grande energia.
  • Quando faccio sesso con qualcuno dimentico chi sono. Per un attimo dimenticare anche di essere umano. Accade la stessa cosa quando mi trovo dietro una macchina fotografica. Mi dimentico di esistere.
  • La gente non ha tempo di aspettare che qualcuno dipinga loro un ritratto. Il denaro è nella fotografia.
  • Non posso avere nessun assistente; avrei bisogno di qualcuno con cui essere davvero capace di comunicare.
  • Io non credo nei dogmi e nella teologia. Credo solo nell’essere una brava persona.

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