Sezione Aurea nella Fotografia – Guida Completa

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La guida sulla sezione aurea nella fotografia
La guida sulla sezione aurea nella fotografia

Il bello è bello per tutti? La bellezza è oggettiva o soggettiva? Sono domande che hanno tormentato tutti gli artisti dall’inizio dei tempi, compresi i fotografi, ma tutti sono concordi sul fatto che la geometria è una verità assoluta e come tale non può essere contraddetta. Per questo la sezione aurea nella fotografia è un argomento che raccoglie più consensi che opinione negative e possiamo affermare tranquillamente che seguendo alcuni accorgimenti sulla composizione si può raggiungere il risultato più vicino alla perfezione, o perlomeno al bello oggettivo.

Argomenti affrontati nell’articolo:

  1. Che cosa è la sezione aurea
  2. Come costruire il rapporto aureo con il metodo del triangolo e della spirale
  3. Come calcolare la sezione
  4. Cosa significa e quando applicarla

Basta pensare che la sezione aurea è stata chiamata anche “occhio di Dio” dai più esperti è un concetto realistico ben più terreno di altre teorie utopistiche. Il rapporto aureo è un vero e proprio calcolo geometrico e matematico che corrisponde alla proporzione divina. Ma andiamo ad analizzare in modo più approfondito com’è nata questa teoria e sulle regole di cui si basa.

Che cos’è la sezione aurea

Ecco che cos'è la spirale aurea nella fotografia e del perché è così importante
Ecco che cos’è la spirale aurea nella fotografia e del perché è così importante

Occhio di dio, proporzione divina, spirale di fibonacci, chiamatela come volete ma assumerà sempre lo stesso significato, tanto che come concetto è presente in quasi tutti i campi scientifici, dalla matematica all’astrologia, dall’arte alla musica. È alla base di molte opere di architettura famose che vediamo tutti i giorni e di quadri famosi, detto in parole povere è il risultato di un calcolo algebrico che approssivamente corrisponde a 1,6, detto in maniera più professionale è il risultato del rapporto tra due diverse grandezze, la cui grandezza maggiore è il proporzionale medio tra la grandezza minore e la somma delle due.

Ti sembra arabo vero? 😀 Ci sei andato vicino, pensa che questa costante matematica è stata introdotta proprio ai tempi degli antichi egizi per costruire le piramidi (è stato scoperto che 1,6 è proprio il risultato delle proporzioni della piramide di Cheope addirittura) per finire adottato dai Greci e dai pittori rinascimentali.

Quindi in poche parole, la sezione aurea non è nient’altro che un’insieme di composizioni strutturate seguendo un determinato rapporto matematico.

L’occhio umano da sempre è attratto dal risultato dei rapporti matematici o dalle forme geometriche perfette


Come costruire la sezione aurea

Il concetto è abbastanza semplice ma la sua realizzazione non è proprio così immediata come nella regola dei terzi. Il funzionamento generale è simile, bisogna sempre costruire una griglia di 9 quadrati nella composizione con 2 linee orizzontali e 2 linee verticali che dividono l’inquadratura con l’unica differenza che le colonne centrali sono più strette rispetto a quelle laterali. Questa è proprio la particolarità che differenzia il rapporto aureo dalle altre tecniche di composizione.

Il quadrato centrale che si forma è il primo punto centrale dell’osservatore, ovvero la sezione di inquadratura che per prima raccoglie l’attenzione di chi sta guardando la fotografia. I 4 nodi che si vengono a formare prendono il nome di “punti di intersezione” e sono i punti principali dove posizionare gli elementi d’interesse.

Regola dei terzi nella composizione fotografica
Regola dei terzi nella composizione fotografica

Possiamo tranquillamente affermare che la regola dei terzi è la versione semplificata della sezione aurea.

Quindi, ricapitoliamo:

La regola dei terzi prevede un rapporto matematico che equivale a 1, la regola aurea invece corrisponde a 1,6

Ma come arriviamo a calcolare questo rapporto e non rischiare di bilanciare le figure in un modo troppo stabile? In post-produzione sicuramente è molto più semplice, programmi di editing come Photoshop, Lightroom, Capture One Pro etc permettono di poter sovrapporre successivamente la griglia sullo scatto in modo da poter far combaciare i punti d’interesse della foto con i nodi come puoi vedere nella foto qui sotto.

Come costruire una sezione aurea nella fotografia
Come costruire una sezione aurea nella fotografia

Ma se vogliamo scattare la foto già seguendo questo principio ed evitare la post-produzione è possibile? Certamente, alcuni modelli di fotocamere stanno iniziando a sperimentare oltre la famosa griglia dei terzi anche la spirale aurea, in modo che già dal mirino si può vedere il risultato finale. Altrimenti esistono due modi differenti per arrivare alla nostra tanto amata proporzione:

  • Il triangolo aureo
  • La sezione aurea

Vediamoli in maniera più approfondita

Come disegnare il triangolo aureo

Costruire la sezione aurea con la tecnica del triangolo
Costruire la sezione aurea con la tecnica del triangolo

Questo tipo di griglia si ottiene in una maniera abbastanza semplice, basta tracciare una diagonale nell’inquadratura e poi la sua perpendicolare collegato ad uno degli angoli. Il punto dove si incrociano le due linee corrisponde al “nodo aureo“. La stessa tecnica ovviamente si può ripetere per tutte le situazioni in modo da ottenere le 4 combinazioni per i nodi principali, basterà ovviamente capovolgere le diagonali e perpendicolari.

Come disegnare la spirale aurea

Costruire la sezione aurea con la tecnica della spirale
Costruire la sezione aurea con la tecnica della spirale

Questo modello è leggermente più difficile, bisognerà dividere l’inquadratura in “rettangoli aurei” come vedi nella foto qui sopra. Suddividendo l’immagine in più rettangoli verrà fuori un punto d’interesse che corrisponde al nodo d’interesse in questione. Quindi se riusciamo a seguire la linea costruita da questo arricciamento riusciremo a guidare l’attenzione dello sguardo dell’osservatore.

Se riesci a inserire gli oggetti nella foto in maniera di seguire il senso della spirale riuscirai ad ottenere una composizione dinamica e di forte impatto emotivo

Ovviamente anche in questo caso le possibili combinazioni sono 4, basterà capovolgere la spirale per trovare i restanti punti.

Come calcolare la sezione aurea

Questo è un punto molto importante dove mi voglio soffermare maggiormente, questo articolo non deve obbligarvi a trovare ad ogni vostro scatto questo tipo di perfezione. La fotografia è soprattutto creatività, e se cercate di imporre un modello ad ogni vostra foto finirete per perdere “il giusto attimo”.

Il nostro consiglio è quello di calcolare inizialmente la regola dei terzi e cercare di mettere il punto d’interesse in uno dei vostri nodi (ci potete riuscire tranquillamente visto che ormai anche sugli smartphone si può ottenere la griglia in real time) e scattare. Poi in seguito se si ha la possibilità croppando un po’ la foto ed aggiustandola si sposta il soggetto seguendo le proporzioni auree.

Se invece non vogliamo passare per la post-produzione, cerchiamo di immaginare quelle righe verticali più strette. Il trucco è provare provare provare, non c’è nulla da fare, nella fotografia l’unico modo per imparare una tecnica è provarla decine di volte.

Sopratutto nei ritratti la sezione aurea incide maggiormente sul risultato finale dando una forte dinamicità allo scatto coinvolgendo lo sguardo dell’osservatore, un po’ come nel caso della gioconda. Esatto, il dipinto più famoso del mondo segue questo principio. La gioconda e la sezione aurea sono strettamente collegate, guarda qui sotto!

La gioconda e la sezione aurea
La gioconda e la sezione aurea

Cosa significa sezione aurea

Significa quindi che bisogna seguire questi principi per ottenere lo scatto perfetto? Nì. Indubbiamente la geometria e la matematica sono scienze esatte e non possono essere contraddette, ma bisogna pur ammettere che applicandole ogni volta si rischia di appiattire l’estro personale, evitando così di sperimentare sempre nuovi mondi e obiettivi. Non pensiamo che Henri Cartier Bresson ad ogni suo scatto applicasse questi principi eppure tutti lo riconosciamo come uno dei più grandi artisti nel mondo della fotografia.

Quindi usarla sì, ma senza farla diventare obbligatoria e necessaria. Se dobbiamo scattare un ritratto di studio magari applicarla può far risultare lo scatto finale molto più coinvolgente. Applicarla in una foto paesaggistica la renderebbe più dinamica. Nella street photography? Ecco secondo noi questo è uno di quei casi dove bisogna cogliere l’attimo senza dar troppo peso a tecniche e basarsi tutto sulle emozioni che si provano.

Una foto che trasmette emozioni vincerà sempre contro una foto tecnicamente perfetta, perlomeno noi la pensiamo così. Te? Siamo curiosi di sapere la tua opinione, lasciala nei commenti!

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