La sindrome del fotografo truffatore

Un'emozione che colpisce quasi tutti i fotografi. Si tratta di timidezza? Esistono modi per superarla?

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La sindrome del fotografo truffatore

Ti è mai capitato di vergognarti nel far vedere le tue foto? Eppure eri talmente convinto e soddisfatto qualche ora prima che le volevi far vedere a tutto il mondo. Ma cosa è successo? Cos’è quel blocco? Ha un nome? Come si chiama? Ecco, si chiama sindrome del fotografo truffatore.

Non è una malattia tranquillo, ti fermo subito, non aprire nessuna pagina di Google per cercare il nome di questa sindrome e non chiamare nessun medico. Sei perfettamente apposto. Hai solamente una sensazione che è comune almeno al 60% dei fotografi alle prime armi: la sindrome del fotografo truffatore.

La timidezza è composta dal desiderio di piacere e dalla paura di non riuscirci.
Edme-Pierre Chauvot de Beauchêne

Guarda se ti riconosci nella descrizione

10 minuti prima la tua foto era perfetta, nel momento in cui la devi far vedere a qualcuno iniziano a salirti i primi dubbi. Ma se la composizione non fosse così attraente? Potevo ritoccare un po’ di più i colori, così mi sembrano un po’ mortaccini. E poi il soggetto, pensavo che quel signore che camminava di spalle poteva esprimere molto di più, molta più emotività. E invece.

E invece lo sai qual è il bello? Che quella foto non è cambiata di una virgola da 10 minuti prima, sei solo vittima di un forte attacco di insicurezza dovuto sopratutto all’inesperienza.

Confrontarsi con il parere di altre persone è la prova più difficile per un fotografo, altro che imparare le tecniche fotografiche o capire come funziona una macchina fotografica. Puoi frequentare tutti i corsi di fotografia di questo mondo, ma avrai almeno una volta nella vita un pensiero di questo tipo. Quello di non sentirti all’altezza.

Sopratutto alla tua prima esposizione, anche se locale. Nel vedere tutti quei sguardi verso i tuoi lavori sentirai le loro voci, i loro pensieri. Vedrai nei loro occhi tutto quello che stanno provando in quel momento ed il più delle volte la tua sensazione sarà negativa.

Ma davvero è così difficile all’inizio farsi accettare?

Sono uguali per tutti i primi passi?

Assolutamente no. Inizialmente è molto una questione di autostima e sopratutto di sapersi vendere.

Ecco come superare la sindrome

Hai mai provato nella vita ad esporre il tuo pensiero in modo convinto prima di chiedere un’opinione ad una persona? Se ci fai caso, al 90% delle volte la risposta sarà concorde alla tua. Perché? Perché la stai condizionando in modo subconscio.

Un esempio?

“Hai visto che bella questa foto?” Il tuo interlocutore avrà ricevuto un segnale che per prima cosa davanti ha una foto, e che per giunta è pure bella.

“Hai visto questa foto?” In quel momento stai chiedendo al tuo interlocutore se l’ha vista e di farsi una sua opinione in quell’istante.

Sono piccoli trucchetti di psicologia certo, ma aiutano e non di poco le persone insicure a superare il primo passo. Quello di chiedere un parere dei propri lavori.

Ma esistono altri modi? Certamente, ed uno è più costruttivo dell’altro.

Sai qual è il primo?

Prendere le critiche ed incassare. Pensa un po’ te. Hai letto bene. Perché?

Perché le critiche sono la cosa più importante che ti può capitare, ti aiutano a crescere. Sono delle informazioni che sommate ti permetteranno di migliorare i tuoi scatti e di dare un apporto diverso alla tua fotografia.

Non aver paura di sentirti dire, “sì è bella, ma io avrei messo il soggetto più in primo piano”. “Io non avrei tagliato le mani” etc.

Ascoltali tutti questi consigli perché la prossima volta che ti capiterà una situazione simile, inconsciamente perfezionerai lo scatto secondo le indicazioni precedenti.

E tu pensa che la fotografia è la più grande espressione di comunicazione per combattere la timidezza. Riuscire ad esprimere un concetto senza dover parlare o scrivere nulla. Il problema è solo presentare la foto.

Sai come puoi fare altrimenti? Però è una mossa un po’ rischiosa, devi utilizzarla solo all’inizio per vincere questa paura.

Fingiti qualcun’altro. Creati una seconda identità.

La timidezza è una condizione strana dell’anima, una categoria, una dimensione che si apre alla solitudine. È anche una sofferenza inseparabile, come se si avessero due epidermidi, e la seconda pelle interiore s’irritasse e contraesse di fronte alla vita. Fra le compagini umane, questa qualità o questo difetto fa parte di un insieme che costituisce nel tempo l’immortalità dell’essere.
Pablo Neruda

Non ti sto dicendo che dovresti essere come Banksy, ma di creati un account su qualche social di fotografia come 500px ed iniziare a postare lì le tue prime foto per ricevere i primi commenti e cominciare a scioglierti.

Ti dico che è pericoloso sai perché? Perché comunque in secondo momento dovrai affrontare il grande passo e pubblicare le foto con il tuo nome.

Però perlomeno a quel punto avrai molta più confidenza con il pubblico!

Ti è mai capitato di soffrire della sindrome del fotografo truffatore? Come ti sei comportato? Sei riuscito a superare questa fase? Vogliamo sapere tutto qui sotto nei commenti!

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