Tempo di Esposizione, la Guida Definitiva

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Cosa sono i tempi di esposizione
Cosa sono i tempi di esposizione

Che differenza c’è tra un tempo di esposizione alto ed uno basso? Quali sono i risultati se si impostano differenti valori? In questo articolo vedremo perché il tempo di apertura di una fotocamera è così importante e dei cambiamenti che comportano.
La luce è l’elemento più fondamentale di tutti nella fotografia, da questa nascono le foto e di tutti gli effetti particolari che si possono sviluppare, il tutto dipende dal modo e dal tempo in cui viene raccolta la luce.

Indice dell’articolo:

Giocando con i tempi di esposizione si possono avere effetti molto particolari, si riesce a congelare un qualsiasi movimento o si può sottolineare una qualsiasi azione (come per esempio la direzione del vento) ma com’è possibile tutto ciò? Ora lo vediamo in modo semplice e immediato. 

Il tutto si collega all’otturatore della macchina fotografica, ovvero una tendina che non fa altro che alzarsi ed abbassarsi davanti il sensore della macchina fotografica. Questo suo movimento decide la quantità di luce che deve rimanere impressa nel sensore. La velocità con cui si alza o si abbassa è il tempo di scatto e dipende dai valori che impostiamo precedentemente e viene attivata quando clicchiamo sul pulsante di scatto sopra la fotocamera.

Cosa è il tempo di esposizione

Come abbiamo detto in precedenza, il tempo di esposizione equivale al tempo fisico che impiega l’otturatore ad aprirsi e chiudersi. Questo tempo determina la luce che verrà impressa nel sensore e di conseguenza il tipo di fotografia risultante.

Come decidiamo quale valore impostare? Bhe dobbiamo capire prima di tutto il tipo di foto che vogliamo far risultare, se vogliamo sottolineare il movimento di un oggetto o vogliamo freezzare creativamente una goccia d’acqua.

  • Se impostiamo tempi veloci, l’otturatore si aprirà e chiuderà velocemente catturando la luce che si trova davanti in quel dato momento. Viene utilizzata per esempio nei casi delle gocce d’acqua quando vogliamo “congelarle”
  • I tempi lenti invece prevedono che la tendina dell’otturatore si apra e chiuda lentamente, raccogliendo così maggior luce e i diversi scenari che si trova davanti (come per esempio il movimento del cielo se stiamo riprendendo le stelle)

Ma andiamo ad analizzarle in modo più approfondito

Tempi di esposizione lunghi, quando usarli

Tempi di esposizione lunghi
Tempi di esposizione lunghi

Un tempo lungo è una cifra superiore al secondo nella fotografia e i diversi effetti aumentando il tempo sono sempre più decisi. Immaginate la luce che si può catturare in un secondo e quella che si può catturare in 10. Ma sopratutto, immaginate un soggetto che si muove, prima lo vedete solo per un secondo, poi per 10. Nel primo caso molto probabilmente lo vedrete spostarsi dal punto A al punto B in una determinata velocità, nel secondo caso la distanza e velocità sarà completamente differente. Questo causa quell’effetto scia che vedete nelle fotografie sportive o quando si fotografa di notte le scie delle macchine.

Quell’effetto vellutato è dato proprio da un’impostazione dei tempi di scatto lenta.

Viene utilizzata sopratutto davanti a fiumi e torrenti per dare quell’effetto cremoso dell’acqua degno di un quadro. Ma non è così semplice utilizzare questi tempi. Come abbiamo detto, il sensore registra la luce che si trova davanti per tutto il tempo in cui l’otturatore è aperto, ma se la fotocamera si sposta? Vi rispondiamo noi, se la fotocamera si sposta la foto risultante sarà mossa perché il sensore non riconoscerà più la situazione iniziale. Quindi come evitare l’effetto mosso? Bhe con l’aiuto di alcune tecniche o di strumenti e attrezzatura fotografica come per esempio il cavalletto e il telecomando per cliccare a distanza.

Tempi di esposizione brevi, la differenza

Tempi di esposizione veloci
Tempi di esposizione veloci

Abbiamo visto quando impostiamo valori superiori al secondo come cambia radicalmente la foto finale, ma se impostiamo valori come 1/250 cosa succede? Bhe in quel momento freezziamo completamente la scena che ci troviamo di fronte, l’otturatore si aprirà e chiuderà in quella frazione di secondo raccogliendo quella poca luce. Aspettate, non sbagliatevi, raccogliere poca luce non vuol dire per forza che la foto sia buia! Se state scattando in un ambiente esterno e state utilizzando una buona luce, la foto risultante sarà perfettamente illuminata, solo che il soggetto ripreso risulterà completamente immobile, senza l’effetto vellutato di prima.

Quando si usano le velocità inferiori al secondo? Quando stiamo facendo fotografia sportiva, quando vogliamo riprendere determinate situazioni e vogliamo immortalare un determinato gesto. Per esempio se un atleta corre e impostiamo una velocità sui 1/250 riusciremo a riprenderlo in tutte le sue espressioni. Viene utilizzata anche quando si vuole riprendere una goccia d’acqua per esempio.

Come si calcolano i tempi di esposizione

Nella fotografia nulla è scontato e molte volte abbiamo assistito a fotografi amatoriali che si sono confusi su cose abbastanza elementari, quindi ci teniamo a ripetervelo.
1/125 è un tempo più lento di 1/250 anche se il numero maggiore può far pensare al contrario. Proprio come nella matematica, questi valori sono frazioni, ovvero frazioni di secondo, quindi più il numero sul denominatore sarà alto più la frazione sarà piccola. Per rendere il tutto più facile ricordati sempre questa frase qui sotto

Più è grande il numero sotto il denominatore, più breve sarà veloce sarà il tempo di esposizione

Quindi per fotografie dove vogliamo congelare il momento il numero sotto la frazione dovrà essere alto, 1/125 è un tempo più lento di 1/1000.

Come si impostano i tempi di esposizione

Il modo per cambiare i valori non cambia in nessuna fotocamera che sia una reflex o una mirrorless. Per poter modificare questi valori si deve impostare la macchina fotografica in modalità priorità di tempi o manuale altrimenti la fotocamera non ti permette di cambiare i valori. Una volta settata in uno dei due modi, tramite la ghiera sulla fotocamera si possono aumentare o diminuire i tempi di esposizione.
Si può anche impostare il tempo di esposizione B, ovvero la modalità Bulb, abbiamo scritto una guida a riguardo su cosa sia e di come utilizzarla in modo creativo.

Avvertenza: Non bisogna farsi prendere dalla mano e usare tempi troppo lunghi, si può incorrere in problemi molto gravi come il rumore fotografico.

Tempi di esposizione per foto notturne

Questo è un tema molto affrontato ultimamente dai fotografi perché sottolinea l’eterna guerra sul modificare il valore della sensibilità ISO o quello di allungare i tempi di esposizione. Come detto, il giocare eccessivamente con questi due valori può provocare problemi come il rumore di luminanza o il rumore cromatico quindi bisogna stare molto attenti e trovare la giusta via tra i due. Il nostro consiglio è quello di arrivare fino al momento in cui alzando gli ISO si raggiunge il rumore ed iniziare ad abbassare il valore aumentando i tempi di esposizione. Una volta raggiunta la giusta via di mezzo basta controllare che non si verifichi nessun fastidio nella foto finale ed il gioco è fatto.

Tempi di esposizione lunghi di giorno

Non è impossibile tranquilli, se state pensando che le foto vi vengano tutte bruciate impostando tempi lenti vi state sbagliando di grosso. Non state calcolando un aiuto esterno che può far sì che il sensore nonostante rimanga aperta per più tempo riesca comunque a raccogliere una luce sufficiente e non esagerata. Come è possibile? Basta utilizzare i filtri!
Basta avvitare un filtro davanti il nostro obiettivo per permettere al sensore di raccogliere la luce anche a tempi lunghi senza rischiare di bruciare lo scatto.

Conclusioni

Hai capito ora a cosa servono i tempi e di quanto sono importanti nella fotografia? Se non ti è chiaro qualcosa lascia un commento qui sotto in modo che o noi o un altro membro della community risponda alle tue domande!
Per approfondire l’argomento ti consiglio di leggere la nostra guida sulle modalità di scatto della fotocamera per avere un quadro completo generale.