Valentina Alyara La Erre, l’arte del nudo

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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

Valentina Alyara La Erre, giovane ragazza napoletana e amante del nudo fotografico, in un intervista riflessiva sui paletti della società moderna.

1) Valentina Alyara La Erre, sei una giovane fotografa di Napoli, sei veramente giovane, ma già nutri un forte interesse per il nudo fotografico. Come ti é nata questa passione?
Ciao e grazie.
Potrei risponderti che più che una passione la definirei una necessità. Più di un anno fa, a seguito di varie esperienze importanti, vivevo un periodo di transizione, di cambiamento interiore che ho voluto, o almeno tentato, di mettere a “nudo” ai miei occhi per affrontare al meglio questa rinascita, come mi piace chiamarla.
Probabilmente avevo bisogno di aver ben visibile quello che mi succedeva dentro.
Dovevo rendere palpabili le mie emozioni e paure per poterle affronte, così ho voluto combattere anche la mia poca autostima e timidezza mostrandomi pubblicamente, sfruttando al meglio la mia passione per la fotografia in questo senso.

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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

2)Definisci i tuoi autoscatti di nudo una vera e propria necessità, come mai?
Come ti ho già spiegato avevo la necessità di apprezzarmi di più e non solo fisicamente.
Ne sentivo il bisogno per stare meglio con me stessa e mettere in chiaro il mio io interiore e io caos di emozioni che mi travolgevano.
Quindi ho poi continuato su questa strada che, posso dire sinceramente, mi aiuta ogni qual volta mi sento confusa e persa.
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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

3) I tuoi scatti di nudo rimangono sempre leggeri, delicati, mai volgari.

Quale pensi sia la linea da non superare mai per non cadere nel tranello del “calendari o volgare”?
Bella domanda. Mi trovo in difficoltà nel rispondere (eheheh).
Non sono sicura di conoscere la linea da non superare. So che esiste ma non saprei darle un volto o spiegarla a parole.
I miei nudi sono guidati dalle mie più profonde emozioni, forse sono quelle a tenermi lontano dalla classica posa da modella di calendario, anche perché fisicamente non mi apprezzo molto e la mia timidezza tiene a bada l’egocentrismo xD.
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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

4) Come sei riuscita a sconfiggere il pregiudizio del muro sociale verso la nudità?
È stato un percorso molto naturale, ma soprattutto graduale.
Non mi hanno mai condizionato i giudizi pubblici e ancor di più i pregiudizi, posso tranquillamente dire che è stato e rappresenta tutt’ora una sfida con me stessa e con il mondo (qui è un po’ la fetta ribelle del mio essere a parlare).
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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

5) Pensi che la religione sia l’artefice del “blocco contemporaneo” nei confronti del corpo umano?
Credo di sì, eppure le cose cambiano e le mentalità si modificano nei secoli.
C’è sicuramente meno pudore oggi.
Grazie anche e soprattutto ad internet ed ai nuovi social siamo riusciti ad affrontare questo blocco contemporaneo mettendoci in gioco con più serenità.
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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

6) Hai uno stile ben definito, hai qualche artista a cui ti sei ispirata particolarmente?
No, onestamente non mi ispiro a qualcuno in particolare. Dopo essermi laureata in Fotografia, cinema e televisione all’Accademia di Belle Arti di Napoli ho iniziato a farmi ispirare dai vari campi artistici provando a formarmi stilisticamente. Di solito l’ispirazione parte spontanea da alcuni sentimenti ed emozioni che mi pervadono, che nascono comunque a partire da ciò che mi circonda.
Di sicuro però credo di essere stata condizionata da vari artisti, fotografi e non. Posso quindi affermare con certezza che ciò che realizzo scattando sia il risultato dell’unione di varie passioni quali ad esempio quelle per la lettura, per il cinema e per la musica in particolar modo.
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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

7) Nella vita sociale di tutti i giorni riesci a mettere a nudo le tue emozioni o solamente attraverso la fotografia?
Ci sono momenti e fasi della mia vita in cui la fotografia aiuta ad aprirmi e liberarmi di emozioni negative, così da osservarlale più da vicino.
Normalmente però sono una persona abbastanza aperta ed estroversa per quanto riguarda le emozioni che vivo.
La fotografia mi aiuta moltissimo a superare alcune paure e a rompere il muro che mi costruisco.
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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

8) Una foto che mi ha colpito particolarmente é questa “Link a Istagram“,
dentro ci vedo un esigenza di farsi vedere ma allo stesso tempo di proteggersi, di nascondersi dalla realtá.
Che significato volevi dare a questo scatto?

Il significato era esattamente quello, nelle mie foto traspare molto il mio modo di affrontare la vita ed i vari alti e bassi che travolgono ognuno di noi.
Eppure sento la necessità di proteggere il mio animo dal male, la mia fragilità mi butta spesso a terra.
Il concetto è sempre quello: visualizzare le mie debolezze mi permette di avere la situazione più chiara, di sminuire le problematiche e far fronte, in questo modo, al tutto senza però espormi troppo, senza lasciare il mio essere nelle mani dei pregiudizi altrui.

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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

9) Vedendo i tuoi scatti in rete ho notato che usi molto l’effetto di post-produzione “Double Exposure”.
Un effetto che apprezzo particolarmente anche grazie alla serie Tv che l’ha portato in evidenza: “True Detective”
Pensi che la post-produzione possa aiutare la fotografia?  
Quanto valuti la post-produzione in una fotografia?

Credo che la post-produzione ci permetta di sperimentare e dare forma ad eventi, sentimenti astratti che l’occhio umano, come la macchina fotografica stessa, non coglie nella loro “non forma”, se così posso definirla.
Un po’ come accade nel cinema con gli effetti speciali, la post produzione può dare spazio alla fantasia aggiungendo elementi importanti nella rappresentazione di un messaggio specifico.

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Fotografia di Valentina Alyara La Erre

 

10) Vivi la fotografia “In bianco e nero” o a “colori”?
Vivo la fotografia. La vivo nella sua totalità.
Prediligo i colori perché rispecchiano le sfumature del mio carattere.
A volte accade però che la visione pessimista mi pervada ed indosso occhiali in “bianco e nero”.
Tento però di non farmi prendere troppo da quel modo di guardare, e tornare subito a farmi affascinare dal magnifico mondo dei colori.
Grazie mille Valentina Alyara La Erre per la tua disponibilità, ti auguro una buonagiornata!
Link al profilo Istagram per vedere le sue fotografie

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