La storia del Dagherrotipo

L'inizio dell'era fotografica con il Dagherrotipo è merito di Louis Mandé Daguerre.

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Storia del dagherrotipo

La fotografia nasce ufficialmente il 7 Gennaio del 1839, e l’inventore a cui viene attribuita l’invenzione del dagherrotipo, l’inizio della storia della fotografia, è lo studioso Louis Mandé Daguerre.

La scoperta del Dagherrotipo venne illustrata da François Jean Dominique Arago durante l’Accademia di Francia nel 1830, l’invenzione che mando in estasi la popolazione del tempo era chiamata “dagherrotipia“.

Nascita del dagherrotipo

Ci furono delle controversie in passato su chi fosse il vero padre della fotografia, il fisico inglese William Henry Fox Talbot, che si avvicina di più all’idea che abbiamo ora della fotografia, cioè una matrice che può essere impressa infinite volte.

Il dagherrotipo viene presentato in tutto il mondo come scoperta importantissima, fino al 1840 che grazie a Macedonio Melloni, durante una relazione all’Accademia delle Scienze di Napoli, viene presentato anche in Italia (il 12 Marzo).

Prima fotografia della storia con il dagherrotipo
Prima fotografia della storia con il dagherrotipo

Da qui ha inizio uno degli strumenti più importanti per raccontare la storia.

Nata da uno strumento relativamente antico, si evolve anno dopo anno, seguendo l’evoluzione scientifica, verso lo strumento principale per la narrazione della storia umana.

Figlia della cultura del mondo, la storia della fotografia è in continuo cambiamento, paese dopo paese assorbe sempre novità e metodi diversi, fino a far diventare la luce la penna per disegnare.

Primo Dagherrotipo

Come funziona il dagherrotipo

Il Dagherrotipo è il primo esempio fisico di apparecchio fotografico, inventato da M. Daguerre, era composto da due scatole di legno che scorrono una dentro l’altra per la messa a fuoco, una fessura per inserire la lastra di rame sul retro e un obiettivo frontale, creato con vetro e ottone.

Il dagherrotipo di Louis Daguerre

Il dagherrotipo, la prima macchina fotografica della storia, è lunga ben 26,7cm chiusa, estendibile fino a 50,8cm.
La lente è un vetro convesso di 406mm di lunghezza focale, con un diametro di 83mm.
La luce che entrava logicamente era minima (f/16) e ogni modello venduto aveva inciso al lato della macchinetta “Il Dagherrotipo”.

Prima macchina per dagherrotipo

La fotografia dopo la scoperta del dagherrotipo dilaga, i proprietari di quest’invenzione fotografavano tutto quello che trovavano davanti, emozionandosi per la scoperta straordinaria.
Gli scatti assumevano ancora più importanza perché erano unici, venivano riprodotti direttamente su una lastra che a seconda dell’angolo in cui veniva visualizzata si notava il positivo o il negativo.

Daguerre ottenne grazie alla sua invenzione una pensione vitalizia di 6000 franchi l’anno, concessa dal Re di Francia per la sua scoperta, ed è considerato tutt’ora il vero padre della fotografia.

Come funzionava un dagherrotipo

Significato di dagherrotipo

Il 1839 è ufficialmente l’anno della fotografia, di Daguerre, e dell’invenzione del dagherrotipo, proprio per questo lo strumento fotografico è considerato come il primo prototipo di macchina fotografica della storia. Il suo significato è molto forte, è stato il primo modello ad aprire la strada al mondo odierno della fotografia.

Video sul dagherrotipo

Come creare un dagherrotipo

  1. Lucidare e pulire una lamina per renderla il più possibile riflettente
  2. Esporre questa lastra di argento o di rame ai vapori del bromo o dello iodio (a seconda della scuola di pensiero, sono entrambi dei reattivi agli alogeni) Il vapore creerà una superficie di alogenuro d’argento
  3. Inserire la lastra nella fotocamera e scattare la foto
  4. Si sottoespone la lastra ai vapori di mercurio per effettuare lo sviluppo della foto
  5. Lavare via dalla lastra i residui di ioduro d’argento con una soluzione di tiosolfato di sodio.

Dal dagherrotipo al digitale

La storia ci insegna che è tutto in continua evoluzione, sopratutto il mondo della fotografia che cambia e migliora giorno dopo giorno. Il passaggio avvenuto tra il dagherrotipo originale ed una macchina fotografica è stato talmente tanto ampio che è inutile fare un paragone.

Si può di certo dire che è stato il precursore di un’era che ha segnato i tempi.

Le tecniche fotografiche sono rimaste più o meno sempre le stesse, limando molti dettagli e ampliandone altri. Basta guardare il nostro corso sulla fotografia per rendersi conto dei cambiamenti che ci sono stati.

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