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Elio Leonardo Carchidi dello Studio 154

Elio Leonardo Carchidi, fotografo professionista che ha fondato lo studio 154 a Roma, ospitato nella sede storica di Via Sicilia e da poco trasferitosi nella zona di Porta Maggiore.

Con oltre 40 anni di esperienza nel settore può vantare clienti e partner provenienti da tutte le parti del mondo.

Il suo studio offre dai classici servizi fotografici professionali, al noleggio di studi fotografici con limbo bianco allestimento molto richiesto per la realizzazione di foto di ogni tipo e in particolare ideale per Beauty, Glamour e Ritratto.

Offre corsi di formazione personalizzati e servizi di consulenza mettendo a completa disposizione la propria comprovata professionalità frutto di oltre 4 decenni di esperienza sul campo.

STUDIO154 rappresenta un’evoluzione naturale del suo percorso professionale offrendo servizi dedicati ai professionisti della fotografia, ai fotoamatori e a chiunque sia appassionato di fotografia per diletto o per crescita personale.

Elio Leonardo Carchidi dello Studio 154

STUDIO154  offre  servizi di noleggio di attrezzatura fotografica di alta qualità: dalle luci a fluorescenza agli illuminatori Arri, dai flash elettronici Profoto alle fotocamere più avanzate professionalmente come Hasselblad e Phase One. In pratica, questa società,  oltre ai servizi già menzionati, mette a disposizione consulenze specialistiche aiutando i propri clienti nella scelta dei materiali e delle attrezzature migliori per una completa esperienza fotografica di massimo livello.

Ma da dove viene Elio Leonardo? Cosa lo ha spinto per questa passione a 365 gradi sulla fotografia?

Nasco circa 65 anni fa in un piccolo, ameno, paesino di montagna della Calabria dove ho vissuto fino all’età di 10 anni.

Mio padre medico, appassionato oltre che del suo lavoro, di scienze naturali, mi fa scoprire la prima fotocamera reflex (EXACTA).

Con questo “rivoluzionario” strumento in mano (siamo negli anni ‘60) comincio quindi a dedicarmi alle prime mie prime escursioni fotografiche non solo di tipo paesaggistico ma stando in mezzo alla gente.

Oltretutto l’esperienza di stare dietro una macchina fotografica mi portano a scoprire che la mia miopia, poteva essere compensata guardando attraverso il mirino.

Da lì a perdermi completamente nel vortice della passione è stato un attimo.

Dall’EXACTA, passo alla Nikkormat e infine alla storica e famosissima NIKON-F fotocamera di lusso che mi regala infinite soddisfazioni.

A 14 anni vinco il mio primo concorso fotografico e vedo le mie foto pubblicate su importanti testate giornalistiche.

Si trattava all’epoca di un reportage giornalistico che documentava un drammatico evento accaduto nelle vicinanze della mia cittadina:  una grave alluvione aveva messo in serie difficoltà gli abitanti di un paesino di 100 anime distruggendo le loro case.

Eccitato nel vedere comparire le mie foto pubblicate su vari giornali da quel momento in poi mi dedico anima e corpo alla fotografia conscio del fatto che avrei dovuto approfondire in maniera seria la tecnica fotografica sia in fase di ripresa che in camera oscura.

Verso la fine degli anni ‘70, dopo aver conseguito la maturità scientifica, arrivo a Roma per frequentare l’Università e, rapito dalla passione per la fotografia, mi iscrivo e ad un corso avanzato di fotografia presso l’allora prestigioso Istituto Europeo di Design dove conseguo il diploma di laurea e dove, terminata la formazione fotografica, proseguo gli studi espandendo le mie conoscenze al campo della grafica pubblicitaria.

Alla fine degli anni ‘80, inizio degli anni ‘90, con l’arrivo del primo MAC esplode la rivoluzione digitale.

Viste le basi formative dalle quali partivo diventava inevitabile dedicarmi alla grafica e alla fotografia digitale fino ad appassionarmi al processo di gestione di tutte le fasi che portano alla produzione e alla stampa fotografica e tipografica.

Avendo ormai acquisito la padronanza degli strumenti, mi accorgo che quello che veramente desideravo era scattare fotografie e creare immagini senza dovermi preoccupare di gestire tutte le noiosissime fasi preparatorie e soprattutto la parte commerciale del mio lavoro.

L’incontro con famosi colleghi, artisti della fotografia, mi fa prendere coscienza che liberarsi di compiti ingombranti come il dover gestire uno studio fotografico, acquistare di strumentazioni, gestire gli aspetti commerciali ecc. era il sogno di ogni fotografo.

Ecco come nasce l’idea che mi porta a fondare STUDIO154, una struttura che avrebbe fornito a tutti i fotografi supporto e assistenza mettendoli in condizione di concentrarsi sull’aspetto creativo.

Parlo a 365 gradi perché come abbiamo visto non limiti il tuo studio a un servizio fotografico standard ma a coprire tutte le sfaccettature e bisogni del mercato. Pensi che il mondo della fotografia stia cambiando?

Come farei a non affermare e a non accorgermi che il mondo della fotografia è cambiato e continua giorno dopo giorno a cambiare?

Provengo dalla pellicola, dalla fotografia puramente analogica, da un lavoro sostanzialmente artigianale e oggi mi trovo a vivere in un mondo virtuale fatto di pixel che viaggiano a velocità stratosferiche e che permettono a chiunque, fotografi e non, di trasferire immagini e documenti in pochi attimi in ogni dove.

Se negli anni ’60  per produrre una sola fotografia impiegavo qualche giorno di tempo per vederla stampata su carta in unica copia, oggi posso, con uno schiocco di dita, condividere centinaia di immagini in meno di un secondo anche con un cliente che si trova a decine di migliaia di chilometri di distanza da me.

Il mercato è profondamente cambiato, basti pensare a società come la KODAK vittima (suicida) della rivoluzione digitale: da leader assoluto nella produzione di pellicole fotografiche alla fallimentare esperienza vissuta con la creazione della prima fotocamera digitale.


Miliardi di immagini vagano per il web e nel cloud e il risultato (o rischio) è quello di fargli perdere valore.

Quello che vedo all’orizzonte è appunto il rischio di un appiattimento del gusto estetico e di una sorta di abitudine e di assuefazione a guardare le immagini senza osservare.

Tuttavia questo non vuol dire che io non sia ancora oggi affascinato dal mondo digitale, dico solo che il cambiamento che il mondo della fotografia ha vissuto e sta vivendo è profondo e irreversibile.

Fare il fotografo oggi non vuol dire conoscere a menadito la propria fotocamera inseguendo la tecnologia, oggi vuol dire essere prima di tutto un esperto di marketing e in più una mente pensante.

Hai più di 30 anni di esperienza nel settore, quali sono stati i cambiamenti che ti hanno preoccupato di più e quali ti hanno entusiasmato dell’evoluzione della fotografia in questi anni?

In verità non mi sono mai granché preoccupato di quello che accade intorno a me. Amo i cambiamenti e tutto sommato un mondo in movimento mi affascina e mi incuriosisce, non credo starei meglio nell’assistere ad una stagnazione.

Ho avuto la fortuna e il privilegio di percorrere tutte le trasformazioni epocali che ad oggi la fotografia ha attraversato e sono curioso di assistere a quelle che verranno.

Come ho già detto mi spiacerebbe pensare che la fotografia, da bianco e nero e a colori quale ancora è e quale è stata, si trasformi in semplici file e sequenze di bit.

Secondo me chi ama la fotografia oggi non dovrebbe pensare ad arricchirsi inseguendo le mode e le tendenze di mercato ma dovrebbe concentrarsi su progetti creativi e artistici originali godendo delle emozioni che solo una reale passione  può regalare.

Pensi che i social network siano un pro o un contro per chi si vuole approcciare alla fotografia?

Non sono sicuro di avere un’idea precisa riguardo alla fruizione e all’utilizzo dei social, li amo e li odio.

Senza dubbio i social possono rappresentare un’opportunità per tutti e anche per chi crea fotografie e arte in genere. La sintesi del mio pensiero potrebbe essere racchiusa nel detto: “La quantità uccide la qualità”.

Diffondere e condividere immagini con il solo scopo di raccogliere consensi senza aver creato prima un proprio pubblico di veri seguaci non credo sia una buona idea. Quello a cui io punterei per primo sarebbe quello di costruire e indirizzare il proprio lavoro ad un pubblico maturo e consapevole.

Pubblicare immagini non pensate e in maniera spropositata tende a mio parere a creare confusione in chi le guarda e come conseguenza estrema porta alla perdita di una propria identità creativa.

Credo che i social vadano utilizzati come supporto e non come unico strumento per testimoniare le proprie abilità e caratteristiche professionali.

In fondo penso di poter affermare che tutte le piattaforme social sono “fragili” e per questo non mi ispirano grande fiducia.

Se dovessi suggerire ad un fotografo su dove esibire i propri lavori gli consiglierei un sito web personale, magari composto anche di una sola pagina dove esporre una galleria.

Sarebbe il modo migliore per affermare la propria identità senza disperdersi nel mare magnum dei social.

Tuttavia l’uso dei social fatto in maniera intelligente e ragionata potrebbe contribuire alla crescita a patto però di non inseguire consensi gratuiti e insignificanti

L’idea che le piattaforme social possano rappresentare il solo trampolino di lancio per chi vuole dedicarsi seriamente al mestiere di fotografo non mi convince affatto.

Cosa consiglieresti ad un fotografo alle prime armi che vuole passare da una passione ad una professione?

Il primo consiglio, senza alcun dubbio, potrebbe essere quello di concentrarsi su percorsi formativi dotati di una buona dose di umiltà.

Il mestiere di fotografo non è fatto solo di scatti, di colori, di effetti ma richiede un insieme di competenze che non è possibile acquisire se non tramite la conoscenza e l’esperienza di più fattori.

Chiunque oggi, in maniera del tutto casuale, può scattare belle foto senza grandi strumenti e senza alcuna competenza. Diverso però è fare il professionista.

Un professionista, cioè colui che vive del proprio mestiere, ha il dovere di soddisfare le esigenze del cliente pagante, di un committente esigente che non potrà mai essere accontentato con la casualità del risultato ma solo attraverso le capacità tecniche e creative del fotografo.

Nella fotografia, come in ogni altro campo, i segreti della professionalità risiedono nella competenza. L’imitazione e la rincorsa all’oro non rappresentano un buon viatico.

Ti ringrazio per la disponibilità Elio, per qualsiasi informazione potrete trovare tutte le informazioni sul sito dello studio 154, visitate il sito personale www.eliocarchidi.com o chiamare al numero Mobile +39 342 7006622 per qualsiasi informazione.

Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi
Alessio, fondatore di Fotografia Moderna dal lontano 2015 con l'obiettivo di creare una community unita di fotografi italiani. Cerco sempre notizie che possano interessare gli appassionati di fotografia, mi diverto a fare recensioni di attrezzature fotografiche e consigliare con guide all'acquisto le migliori alternative sul mercato. Iniziata come passione è diventato in poco tempo uno dei portali più cliccati d'Italia arrivando a raggiungere più di 1 milione di appassionati ogni anno finendo per essere un lavoro a tempo pieno dove ogni giorno impiego il mio tempo per cercare notizie o migliorare il sito.
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