Elisabetta Pandolfino e il suo Scatto Mentale

La fotografa Elisabetta Pandolfino
La fotografa Elisabetta Pandolfino

Lo “scatto mentale” è unico nel suo genere, poiché dopo aver fatto delle ricerche nella storia della fotografia, ho potuto costatare insieme con alcuni miei colleghi che, nessuno al mondo ha dimostrato sino a oggi che si può scrivere o disegnare da uno scatto senza vedere nulla, a mano libera con una macchina fotografica.

Elisabetta Pandolfino e lo scatto mentale
Elisabetta Pandolfino e lo scatto mentale

Come nasce l’idea di Elisabetta Pandolfino

Lo “scatto mentale” nasce nel 2015 una sera d’estate, sulla veranda di casa mia osservando la luna piena, assopita nei miei pensieri, esclamai fra me e me pensando alla persona amata: “se potessi scrivere il tuo nome con la luna…!”, detto , fatto.

Presi la mia macchina fotografica e puntandola verso la luna scattai una foto scrivendo qualche lettera, capì subito che potevo andare oltre disegnando così delle barche a vela con riflesso sul mare.

Ebbe inizio uno studio approfondito sullo scatto.
Ogni mese aspettavo la luna cercando di perfezionarmi di volta in volta.

Il 5 di gennaio di quest’anno mi trovai a casa di amici, alle pendici di Castelmola con lo sfondo incantevole dell’Etna che la faceva da padrona, rilassando la mente e la mia anima quando a un certo punto la mia amica accese una candela sul davanzale del suo balcone, fu così che disegnai un cuore da uno scatto pensando ancora a un amore lontano.

Oggi, sono in grado di dimostrare che attraverso una qualsiasi fonte luminosa si può scrivere o disegnare attraverso uno scatto fotografico, in modo leggibile a tutti il tutto senza vedere nulla nel momento dello stesso.

Come nasce lo scatto mentale

N. b : La tecnica non può essere confusa con il light painting.
Tutto ciò che nasce dalla mia fantasia, è un elogio all’amore in ogni sua forma senza alcuna distinzione.
Il libro “ A due scatti da te...” che lo “ Scatto Mentale “nascono entrambe dall’amore perduto, ove traggo sempre un proseguimento allo stesso creando ogni volta qualcosa di positivo.

Ritengo che l’amore anche quando smette di esistere abbia sempre un proseguimento di vissuto che si trasforma a chi come me crea arte, un dono all’anima nel ricordo dello stesso in qualcosa di magico, per suscitare emozioni a chiunque sappia osservare e trovare serenità.

La fotografia per me è un proseguimento di emozione di ciò che la Natura intorno a noi può offrire a chi riesce a cogliere le vibrazioni dei propri sentimenti.

Nelle mie opere ogni tanto scrivo dei pensieri, il tutto è naturale perché ogni forma d’arte diventa un percorso terapeutico per chiunque sappia trovare il bello nella creazione.

Elisabetta Pandolfino