Intervista a Simona Scalia: Dalla parte della modella

Un'interessante intervista con la modella Simona Scalia dove emergono lati meno conosciuti di chi sta dall'altra parte della fotocamera.

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Simona Scalia intervista

Ciao Simona, grazie per aver accettato l’intervista!

È la prima volta che su Fotografia Moderna viene intervistata una modella, spesso troppo sottovalutata come ruolo nella fotografia. Abbiamo deciso di iniziare a dare uno spazio anche a “chi sta dall’altra parte dell’obiettivo” perché in questo gioco,  i personaggi principali sono sempre in due.
Vogliamo partire alla grande, intervistando una modella che ha riscontrato un grande successo, il suo profilo di Facebook è seguito da circa 10mila persone ed ogni foto pubblicata raggiunge sempre ottimi risultati.

Buongiorno Simona, quando hai capito che il tuo percorso sarebbe stato quello di fare la modella?

Ciao a voi! Sembrerà assurdo ma in realtà l’ho sempre saputo. Hai presente la classica domanda che ti fanno da piccoli: “che vuoi fare da grande?” ed io: “voglio diventare FAMOSA!”. Non sapevo ancora come, ma verso i 9 anni tutto mi è stato più chiaro. Avevo appena visto il film “Titanic” e rimasi colpita dalla scena in cui Di Caprio ritraeva il personaggio di Rose nuda, sdraiata su un divano. Quella tensione, quella voglia di ricercare la bellezza e l’eleganza di un corpo nudo, mi erano rimasti in testa. Così in un tema dove si riproponeva quella domanda, lo scrissi: volevo fare la “prostituta”, come nel film Titanic! La mia maestra ovviamente ha frainteso. Mia madre, che aveva imparato a capirmi, per fortuna ha afferrato subito cosa intendessi veramente dire. E ora eccomi qui!

Shooting Simona Scalia

Come lo vivi il rapporto con il fotografo? Soprattutto nel tuo caso, quando ti trovi nelle sessioni di nudo fotografico, quanto è importante la sinergia che si crea? Come si deve comportare il fotografo per creare un ambiente di lavoro ideale?

Negli anni ho definito una sorta di “preselezione”. Questo aiuta entrambe le parti: fin da subito un fotografo sa cosa può aspettarsi da me e quale sarà il valore che riceverà durante una sessione fotografica, che non si limita al semplice immortalare un corpo nudo (sono dell’avviso che tette e culo ce l’abbiamo praticamente tutte). Questa preselezione parte da un determinata comunicazione, sia nei socials che durante la trattativa pre-shooting: è un modo efficace per definire un obiettivo evitando ad entrambi perdite di tempo. Mi piace instaurare un dialogo con chi mi fotografa, il che non significa per forza un’ora e mezzo di chiacchiere a tavolino, anzi: in genere si vede subito quando qualcuno ha un’idea in testa e quando ha bisogno di un aiuto per sviluppare il progetto. Nel primo caso mi faccio inviare delle references, nel secondo, se possibile, le pianifichiamo insieme. E’ importante partire con una direzione prima del lavoro. Nudo o non nudo.

Intervista alla modella Simona Scalia

Leggendo un tuo post su Facebook, mi hai fatto notare come nella maggior parte delle foto le ragazze hanno il bacino “piegato all’indietro”, mentre te nelle tue fotografie lo esponi quasi sempre in avanti. Chi le decide le pose durante le sessioni fotografiche? Hai mai avuto un fotografo che ti imponeva le sue idee?

Ahahahaah! Era un post piuttosto autoironico, in cui scherzavo su questa posa che a quanto pare propongo spesso. Di base finisce sempre che siamo noi modelle a decidere le pose, anche se tecnicamente non dovrebbe essere cosi. Il lavoro ideale adrebbe svolto insieme, in una sorta di “danza comune” dove fotografo e modella si alternano fra la conduzione di uno e l’intraprendenza dell’altra. Spesso non è così, il fotografo ha la tendenza ad occuparsi troppo dell’aspetto tecnico dello shooting (impostazione “corretta” delle luci, varie regole fotografiche da rispettare), che finisce per distrarsi da ciò che la modella sta facendo, lasciandola un po’ al suo destino. Forse per questo motivo, la modella è portata a ripetere quelle 3-4 pose standard che sa per certo compiaceranno sia il fotografo che l’eventuale spettatore della foto: anche perché in uno shooting ci può essere il totale mutismo per l’intero il set, ma state pur certi che alla vista di una “bella” schiena incurvata, si sentirà sicuramente il fotografante esclamare: “bella così, ferma!!!”

Probabilmente il mio sporgermi in avanti invece che all’indietro è un po’ uno sbeffeggiamento, della serie: “tié, col cavolo che avrete quella roba anche da me!!!” J

Simona Scalia

Intervistando vari fotografi ho potuto constatare che i vestiti di una sessione fotografica sono sempre stati un punto molto dolente. Si dividono in chi obbliga a indossare i “vestiti di scena” e chi permette alle modelle di portare i loro. La mia domanda è una, quanto è importante per una modella sapersi trovare a proprio agio con il vestito? Anche se è una semplice giacca, sapere come ti sta addosso non ti fa vivere il book più serena, a tuo agio, e di conseguenza più rilassata e naturale?

Al giorno d’oggi le modelle più apprezzate sono quelle che inseriscono un pizzico di personalità nel loro lavoro. Ciò significa anche indossare un determinato capo secondo il proprio stile. Questo per quanto riguarda l’abbigliamento imposto (shooting commerciali, adv o progetti del fotografo-editoriali). Ovviamente quando il fotografo ha un’idea chiara in testa, bisogna avere la competenza giusta per interpretarla. Ma un bravo fotografo sa anche scegliere la modella giusta: per esempio se ha in mente un set con la coroncina di margherite e i vestiti da principessina fatata, non chiamerà mai me per quel lavoro. Piuttosto una ragazza dall’aspetto etereo, magari anche androgino. Diversamente, se c’è da interpretare il ruolo di una donna forte, intraprendente, magari anche un po’ “padrona”, sa che il primo contatto a cui scrivere sono certamente io.

Backstage Simona Scalia

Qual è il miglior fotografo con cui hai lavorato? Cosa ha avuto di così speciale?

Ho lavorato con diversi, bravissimi e assolutamente in gamba, fotografi. Non posso dire di averne uno preferito, ma posso affermare che ad alcuni devo buona parte del mio amore per la Fotografia: uno di questi è Settimio Benedusi, con cui ho collaborato per due bellissimi workshop: il Toscana Foto Festival dello squisito Franco Fontana, ed un’altra full immersion di 5 giorni a cura della Fondazione Gian Paolo Barbieri. Non da meno, Toni Thorimbert, con cui sono stata protagonista per un intero numero di Riders Magazine con relativa copertina. Lì ho interpretato uno dei miei ruoli di eccellenza: la modella di Helmut Newton, ma senza Helmut Newton! se vi va leggetelo qui: tonithorimbert.blogspot

Infine Maurizio Galimberti ed Alberto Buzzanca, che cito perché mi hanno arricchito con la loro esperienza ed il loro modo di porsi con una modella.

Intervista a Simona Scalia

La prima volta che ti sei spogliata davanti ad un fotografo hai avuto imbarazzo? Come sei riuscita a spezzare il ghiaccio? Vuoi dare un consiglio per le giovani ragazze alle prime esperienze?

Non ho mai sentito imbarazzo ed ho posato praticamente da subito per il nudo. Consiglio alle ragazze di parlare questo linguaggio solo se davvero lo sentono proprio, di non utilizzarlo come mezzo alternativo per fare soldi veloci, di non fare mai niente in cui non si sentono perfettamente a loro agio. Anche questo, dovrebbe valere per ogni aspetto della vita, ma è sempre bene specificarlo.

Intervista alla modella Simona Scalia

Le tue foto di nudo artistico non sono mai volgari, riesci con l’espressione del tuo viso a concentrare l’attenzione dello spettatore sulle tue emozioni più che sulle tue forme. Cosa pensi durante le sessioni fotografiche? Hai una tua routine?

In genere durante gli shooting sono talmente concentrata a controllare cosa accade sia dal mio lato che dall’altro della fotocamera, che lo svolgimento del set è tutto un dialogo, una battuta, una risata, una ricerca, ed un ricercarsi continuo. Non riesco a lavorare diversamente da così. E’ come se non mi sentissi realizzata se il fotografo va via senza aver trovato la sua chiave per raccontarsi tramite me. Altre volte, in genere quando con quella persona ho lavorato più volte, mi lascio andare ed esprimo quello che sento in quel momento. Lì il fotografo diventa il mezzo per scattare il mio “autoritratto”: in quel caso però giuro che siamo d’accordo da prima!!

Simona scalia, modella italiana

Come vedi il tuo futuro? Vorrai continuare a fare la modella o hai in mente qualche progetto?

Voglio fare la modella ancora per un bel po’, ma sto lavorando su altri progetti legati sempre al settore Fotografia e didattica.

Questa è una domanda che rivolgiamo a tutti i fotografi, ma nel tuo caso casca veramente a pennello. Come vive la vita Simona Scalia, a colori o in bianco e nero?

Con forti contrasti, chiaroscuri e colori decisi: in questa vita c’è poco spazio per i mezzi toni.

V’è piaciuta questa, eh?

Molto! Grazie mille per il tuo tempo Simona!

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