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Kenneth Josephson: Pioniere della fotografia concettuale

Oggi ti voglio raccontare la storia di un fotografo americano di grande talento e innovazione: Kenneth Josephson. Nato a Detroit nel 1932, Josephson iniziò a fotografare a soli 12 anni, usando gli animali dello zoo di Detroit come soggetti delle sue prime composizioni.

Dopo aver studiato fotografia al Rochester Institute of Technology, Kenneth si arruolò nell’esercito nel 1953, dove trascorse diversi mesi in Germania come fotografo nelle ricognizioni aeree. Tornato negli Stati Uniti, consegue il B.F.A. presso lo stesso istituto, sotto la guida del noto fotografo Minor White.

Successivamente, Josephson si trasferisce a Chicago dove prosegue gli studi con un master presso l’Institute of Design, sotto la guida dei famosi fotografi Harry Callahan e Aaron Siskind. Dopo aver conseguito il master nel 1960, diventa professore nella prestigiosa School of the Art Institute of Chicago, dove insegnerà per quasi 40 anni.

Durante la sua carriera, Josephson ha esplorato i concetti di verità fotografica e di illusione, producendo un’opera che si serve del bianco e nero e utilizza una gamma variegata di tecniche come il collage e le esposizioni multiple. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di tutto il mondo, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Metropolitan Museum of Art di New York, l’Art Institute di Chicago, il National Museum of American Art di Washington D.C., il Museum of Modern Art di San Francisco, la Bibliothèque National di Parigi e il Fotografiska Museet di Stoccolma.

Kenneth Josephson è stato anche un fotografo personale e familiare. Infatti, ha avuto quattro matrimoni e tre figli. Uno dei suoi figli, Matthew, è morto tragicamente in un incidente stradale e Josephson lo ha immortalato in una delle sue fotografie più celebri. Nella foto, Matthew tiene una polaroid come se stesse impugnando una macchina fotografica, ma al contrario, proprio nello stesso modo in cui una macchina fotografica registra l’immagine.

Kenneth Josephson e New York State (1970)

La fotografia più famosa di Kenneth Josephson è intitolata “New York State” del 1970 e fa parte della serie “Images within Images“. In essa possiamo vedere la dichiarazione visiva che ispira i critici a classificare il lavoro del fotografo americano come concettuale. Nella fotografia, il braccio di Josephson si distende su uno specchio d’acqua e la mano tiene un’immagine fotografica di una nave all’orizzonte. La nave, raffigurata nella foto, è posizionata in una prospettiva tale da occupare lo stesso spazio che una nave a grandezza naturale potrebbe occupare in lontananza, dando vita ad un’illusione intelligentemente costruita.

Come nel dipinto di René Magritte intitolato “Ceci n’est pas une pipe”, la fotografia di Josephson sottolinea come l’immagine fotografica di una nave, per quanto reale possa sembrare, non è comunque una nave. Sembrerebbe un’assioma semplice, l’immagine nella foto appare palesemente bidimensionale, ma quando notiamo che l’intera immagine in cui è racchiusa è una fotografia, apriamo il nostro pensiero alla più ampia discussione sulla veridicità della fotografia.

Il suo stile fotografico

Nonostante tutti i cambiamenti che hanno travolto la fotografia nel corso degli anni, Kenneth Josephson è rimasto sempre fedele alla fotografia in pellicola, continuando a sviluppare i suoi negativi in bianco e nero personalmente nella sua camera oscura. La sua tecnica artigianale, unita alla sua capacità di creare immagini concettuali e ironiche, gli ha permesso di distinguersi e di essere considerato uno dei primi e più influenti fotografi della fotografia concettuale.

Le immagini di Kenneth Josephson stratificano notoriamente le immagini fotografiche all’interno delle immagini, offrendo un commento ironico sulla verità e l’illusione fotografica, e utilizzando la fotografia stessa per mettere in discussione la veridicità del mezzo. Attraverso l’utilizzo di tecniche come il collage e le esposizioni multiple, Josephson ha creato opere che sfidano le nostre percezioni e ci invitano a considerare sempre prospettive diverse. Il suo stile fotografico semplice, ma dotato di un forte senso dell’umorismo, risulta estremamente accessibile al pubblico, rendendo le sue opere ancora oggi molto apprezzate e attuali.

In sintesi, la lunga carriera di Kenneth Josephson come fotografo ha prodotto un corpus di immagini visivamente coerenti e sempre affascinanti, che riflettono fortemente un tempo e un luogo, pur restando paradossalmente atemporali. Il fotografo americano ha esplorato varie tematiche riconducibili al complesso rapporto tra l’immagine e l’oggetto, quello tra la verità e l’illusione fotografica e tra il tempo e la prospettiva spaziale, diventando un punto di riferimento per molti altri fotografi che si sono affacciati al mondo della fotografia concettuale.

The Light of Coincidence

Il suo lavoro è stato esplorato in una retrospettiva definitiva chiamata “The Light of Coincidence“, che è uno dei pochi volumi mai pubblicati su questo grande artista. Questo libro riproduce magnificamente le selezioni più rappresentative di ogni serie in cui Josephson ha lavorato per lunghi periodi di tempo.

In particolare, Kenneth Josephson ha utilizzato la fotografia per mettere in discussione la verità fotografica e l’illusione, producendo un’opera che utilizza il bianco e nero e una varietà di tecniche come il collage e le esposizioni multiple. Le sue immagini stratificano notoriamente le immagini fotografiche all’interno delle immagini, offrendo un commento ironico sulla verità e l’illusione fotografica, e utilizzando la fotografia stessa per mettere in discussione la veridicità del mezzo.

Sebbene il lavoro di Josephson sia stato per molto tempo sottovalutato, oggi la sua influenza sulla fotografia concettuale è riconosciuta e apprezzata da molti. La retrospettiva “The Light of Coincidence” è un’opportunità unica per esplorare l’opera di questo grande artista e comprendere la sua importanza nella storia della fotografia.

Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi
Alessio, fondatore di Fotografia Moderna dal lontano 2015 con l'obiettivo di creare una community unita di fotografi italiani. Cerco sempre notizie che possano interessare gli appassionati di fotografia, mi diverto a fare recensioni di attrezzature fotografiche e consigliare con guide all'acquisto le migliori alternative sul mercato. Iniziata come passione è diventato in poco tempo uno dei portali più cliccati d'Italia arrivando a raggiungere più di 1 milione di appassionati ogni anno finendo per essere un lavoro a tempo pieno dove ogni giorno impiego il mio tempo per cercare notizie o migliorare il sito.
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