HomeFotografiRay K. Metzker: Il maestro della fotografia in bianco e nero

Ray K. Metzker: Il maestro della fotografia in bianco e nero

Ray K. Metzker è uno dei grandi maestri della fotografia americana, noto per il suo uso bipolare del bianco e nero. Positivo e negativo, speranza e disperazione, singolo e multiplo si mescolano nella fusione creativa. Il fotografo statunitense ha esplorato le opzioni per trasformare il vocabolario della fotografia attraverso l’uso sperimentale del ritaglio, delle immagini multiple e di altre invenzioni formali.

Nato a Milwaukee il 10 settembre 1931, Metzker ha iniziato a fotografare a quattordici anni. Dopo aver studiato arte al Beloit College in Wisconsin nel 1953 e fotografia presso l’Istituto di Design dell’Illinois Institute of Technology a Chicago nel 1959, ha insegnato presso diverse istituzioni, tra cui il Philadelphia College of Art, l’Università del New Mexico e il Columbia College di Chicago. Nel 1983 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi completamente alla fotografia. Ha vinto due volte la borsa di studio John Simon Guggenheim Memorial e la National Endowment for the Arts, e le sue fotografie sono state esposte in più di 47 mostre individuali.

Ray K. Metzker, ha dedicato la sua carriera a esplorare le potenzialità formali della fotografia in bianco e nero. Le sue fotografie oscillano tra diverse opzioni di tecnica, partendo dalla tradizionale immagine di creazione individuale, per avventurarsi verso la composizione di più fotogrammi, producendo risultati sconcertanti e gradevoli che spesso inducono lo spettatore a chiedersi cosa sia realmente ritratto in una foto.

La sua opera si basa sull’osservazione attenta della strada e sulla successiva manipolazione del fotogramma in camera e in camera oscura. Metzker utilizzava molte tecniche, come mettere delle carte bianche o altri oggetti davanti alla telecamera per disturbare le scene del mondo reale e ricreare astrazioni audaci. La sua preoccupazione per il formalismo è legata ad un’umanità che si reinventa attraverso i suoi molti metodi di lavoro.

Attraverso la sovrapposizione dei negativi o delle foto in collage, il fotografo statunitense ottiene immagini che modificano la nozione stessa di spazio e che sfiorano l’astrattismo. Le sue fotografie possono essere visualizzate come un campo unificato di visione e allo stesso tempo richiedono di essere divise per non indurre alla confusione spaziale. Creano puzzle artificiali che si incastrano con una fluidità sorprendente nella rappresentazione di un linguaggio fatto di una fotografia netta e precisa, sempre accompagnata dalla luce particolare che solo il talento sa dare. Metzker ha vinto due volte la borsa di studio John Simon Guggenheim Memorial e la National Endowment for the Arts. Le sue fotografie sono state esposte in più di 47 mostre individuali.

Negli anni ’70, Ray K. Metzker ha adottato un approccio tecnico più semplice e ha ripreso a fotografare le strade dei centri urbani, creando immagini caratterizzate da ombre secche, isolamento e frammentazione. La sua morte, avvenuta all’età di 83 anni, ha concluso una carriera che ha prodotto immagini indelebili che invitano lo spettatore a esaminare e decifrare i frammenti visivi alla ricerca di un misterioso cammino di scoperta.

Le foto sono state prese da un articolo pubblicato sulla rivista Internazionale.

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Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi
Alessio, fondatore di Fotografia Moderna dal lontano 2015 con l'obiettivo di creare una community unita di fotografi italiani. Cerco sempre notizie che possano interessare gli appassionati di fotografia, mi diverto a fare recensioni di attrezzature fotografiche e consigliare con guide all'acquisto le migliori alternative sul mercato. Iniziata come passione è diventato in poco tempo uno dei portali più cliccati d'Italia arrivando a raggiungere più di 1 milione di appassionati ogni anno finendo per essere un lavoro a tempo pieno dove ogni giorno impiego il mio tempo per cercare notizie o migliorare il sito.
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