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Annemarie Heinrich: Una vita per la fotografia

Nel 1926, la giovane Annemarie Heinrich emigrò in Argentina insieme alla sua famiglia, stabilendosi nella provincia di Entre Rios. Fu proprio lì che, grazie allo zio, scoprì la fotografia, un’arte che avrebbe segnato il corso della sua vita. Heinrich affinò le sue abilità apprendendo dal fotografo austriaco Melitta Lang a Belgrano, quartiere di Buenos Aires. Successivamente, si unì allo studio aperto nella capitale argentina nel 1930 da Sivul Wilenski, un fotografo polacco noto per i suoi ritratti ritoccati e stilizzati, vicini all’immaginario hollywoodiano. In questo studio, Annemarie divenne assistente di Wilenski.

A partire dal 1933, Heinrich iniziò a collaborare con riviste come Mundo Social, Novela Semanal e Sintonia. Queste riviste le commissionarono fotografie di artisti internazionali in visita al Teatro Colón, avvicinandola al mondo delle arti performative, in particolare al teatro e alla danza. Nel 1938, Annemarie tenne la sua prima mostra personale in Cile, segnando un importante passo nella sua carriera.

Negli anni ’40, Heinrich divenne una delle figure di spicco della fotografia in Argentina. Fu una pioniera nella fotografia di performance e difese l’idea di ritratti che si distanziassero dalla morbida vaghezza spesso presente nei pittorialisti argentini. Il suo stile fu influenzato dal teatro e dal cinema, utilizzando angolazioni drammatiche, compresi angoli bassi che richiamavano la posizione degli spettatori di fronte a un palcoscenico teatrale. Inoltre, utilizzò luci da studio che creavano un alone luminoso intorno ai volti dei soggetti. La cura per l’illuminazione e il ritocco delle sue stampe divennero caratteristiche distintive del suo stile unico.

Il riconoscimento internazionale di Annemarie Heinrich arrivò nel 1954, quando il suo lavoro fu esposto durante la Photokina, la fiera internazionale della fotografia a Colonia. Nel 1956, produsse una serie di stampe per l’American Ballet Theatre basate sulle immagini scattate durante la visita della compagnia in Argentina. Oltre ad essere una talentuosa fotografa, Heinrich era anche una mentore per molti giovani fotografi. Nel 1957, ad esempio, collaborò con Sara Facio come sua assistente. I suoi stessi figli, Alicia e Ricardo Sanguinetti, continuarono a lavorare nello studio fotografico della madre, preservando così il suo eredità.

Annemarie Heinrich pubblicò il suo primo libro, intitolato “Ballet in Argentina”, nel 1962. Nel corso degli anni, continuò ad essere una fervente sostenitrice del riconoscimento della fotografia come forma d’arte. Nel 1975, entrò a far parte della Commissione Nazionale per la Cultura dell’Argentina, con l’obiettivo di promuovere la fotografia. Nel 1978, fu membro fondatore del Consiglio Latinoamericano di Fotografia e nel 1979 partecipò alla creazione del Consiglio Argentino della Fotografia.

Annemarie Heinrich ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama della fotografia argentina e il suo lavoro continua ad ispirare e influenzare generazioni di fotografi. La sua dedizione all’arte, la sua passione e la sua innovazione sono rimaste impresse nella storia della fotografia.

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Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi
Alessio Fabrizi, fondatore di Fotografia Moderna dal lontano 2015 con l'obiettivo di creare una community unita di fotografi italiani. Cerco sempre notizie che possano interessare gli appassionati di fotografia, mi diverto a fare recensioni di attrezzature fotografiche e consigliare con guide all'acquisto le migliori alternative sul mercato per dare ai fotografi un'alternativa migliore, magari anche ad un prezzo conveniente! Iniziata come passione, Fotografia Moderna è diventata in poco tempo uno dei portali più cliccati d'Italia arrivando a raggiungere più di 1 milione di lettori.
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