Minor White è stato uno dei più grandi fotografi del XX secolo, noto per aver unito la tradizione della scuola californiana, basata sulla rappresentazione della natura selvaggia ed avventurosa, alla fotografia concettuale. Dopo la laurea in botanica all’Università di Minnesota, il fotografo americano iniziò la sua carriera fotografica nel 1938. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu mandato nelle Filippine come soldato di fanteria e, al termine del conflitto, si iscrisse in Storia dell’Arte alla Columbia University. Nel 1946 collaborò al Museum of Modern Art di New York come fotografo.
La vita di Minor White
Nel 1952, insieme a Dorothea Lange, Ansel Adams, Barbara Morgan, Beaumont e Nancy Newhall, fondò la rivista Aperture, di cui fu direttore ed editore fino alla sua morte. Grazie a questa attività editoriale, Minor White presentò gran parte delle sue opere più significative, istituendo un continuo contatto con i più grandi maestri della storia della fotografia e pubblicando e diffondendo le opere più significative di quest’arte. Oltre a organizzare mostre, scrivere saggi e dirigere la rivista Image, insegnò al Massachusetts Institute of Technology di Cambridge dal 1965 al 1976. Nel 1970 fu insignito di un premio dalla Fondazione Guggenheim. Tra i numerosi volumi pubblicati vi sono “Metal Ornament” (1957), “Light 7” (1968), “Mirrors, messages, manifestations” (1969) e “Minor White: Rites and passages” (1978).
Lo stile di Minor White
Le immagini di Minor White sono ricche di poesia e magia, e si caratterizzano per la continua trasformazione. I soggetti rappresentati, come un muro incrostato o delle foglie, perdono il loro significato oggettivo e diventano un’opera d’arte che trascende la realtà. White ha dedicato la sua vita all’arte fotografica e alla sua diffusione. Le sue immagini non devono solo essere guardate e studiate, ma anche sentite, odorate ed interpretate. Fortemente influenzato da Stieglitz, White ha approfondito la teoria di “The equivalent” per esprimere e tradurre in una forma visiva il mondo iperreale. Le immagini di White vanno oltre il soggetto e riscoprono, attraverso l’idea simbolica, una nuova essenzialità emotiva.
Le foto di White riflettono la sua storia personale fatta di tormenti, solitudine, spiritualità e poesia. Esse mostrano, in chiave metaforica, il racconto autobiografico del viaggio che ognuno di noi compie attraverso la vita. Negli ultimi anni, il fotografo si è avvicinato ad un astrattismo di chiara derivazione esoterica, per trasmettere la tensione e la paura del dopo, mediante una rielaborazione figurativa del tema della rinascita dopo la morte. Minor White ha vissuto attraverso le sue foto, trasmettendoci atmosfere di alto livello suggestivo, una profonda inquietudine, fascino e mistero.
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